Finalmente si parte!!! Anche se la meta è a meno di 130 Km da casa nostra, viviamo questo week-end a spasso per la nostra regione, l’Emilia Romagna, come un grande regalo. Cogliamo l’opportunità di poter fare un pò di turismo di prossimità “obbligato” dalle restrizioni importanti della pandemia di coronavirus, che blocca l’Italia a settimane alterne. Anche se breve, si tratta di un viaggio per riassaporare il piacere di andare a spasso con Nic, il nostro bimbo di due anni, a scoprire nuovi borghi (che ci piacciono tanto) e nuovi vini. Per gli amanti del vino non perdetevi dunque la prima tappa del percorso.

Abbiamo solo un giorno e mezzo quindi decidiamo di visitare i colli piacentini alternando una tappa in cantina alla visita dei borghi vicini e a una notte in un castello medievale bellissimo.

Tappa 1: la cantina

I colli piacentini sono terra di Vin Santo (di Vigoleno), Ortrugo e Monte Rosso Val d’Arda per citare alcuni bianchi doc, ma anche di rossi d’eccellenza come il Bonarda e il Gutturnio. In queste zone piace bere il vino frizzante, sia rosso che bianco, il sapore è sempre un pò dolciastro al palato, ma ci sono delle vere eccellenze riconosciute a livello internazionale. Il Vin Santo di Vigoleno è un vino passito a denominazione di origine controllata che può essere prodotto solo nel territorio del comune di Vernasca (PC), deve essere privo di solfiti e deve invecchiare per almeno 60 mesi di cui 48 in botti di legno. Ha vinto alcuni importanti premi internazionali e ad oggi sono solo sei le cantine che possono produrlo nella zona di origine controllata. Per sapere tutto sul Vin Santo di Vigoleno date un’occhiata al sito dell’Associazione produttori del Vin Santo di Vigoleno.

Per la nostra visita in cantina (anche se febbraio non è certo periodo per degustare i vini prodotti con il metodo ancestrale come questi) la scelta è ricaduta su uno di questi produttori, la Cantina Visconti di Vigoleno. Per leggere quali vini abbiamo provato e la nostra recensione di questa cantina, non perdetevi l’articolo in cui ne ho parlato. Ovviamente il piccolo Nic ci ha seguito nella visita in cantina.. ha trovato delle compagne di gioco nell’aia (le figlie di uno dei padroni) e ci ha lasciato anche una mezz’oretta di chiacchierata con i gentilissimi proprietari.

Alcuni vini della cantina Visconti di Vigoleno

Pisarei e fasò

Dopo il vino (anche se siamo usciti perfettamente lucidi dalla visita), non poteva mancare il pranzo tipico piacentino. L’Italia è bella per questo, basta cambiare comune per assaggiare tipicità uniche e introvabili in altri luoghi. Al Ristorante Bollicine e Tortafritta, appena fuori dal Borgo di Vigoleno, assaggiamo una delle tipicità locali, i pisarei e fasò, appunto. Si tratta di un piatto di gnocchetti (piccolissimi) fatti di pane conditi con un sugo di pomodoro, fagioli e lardo, la cui lavorazione lenta li annovera tra i piatti della tradizione da gustare la domenica in famiglia. Qui trovate la ricetta.

Pisarei e fasò accompagnati da vino Gotturnio di Tenuta La Ratta

Il piacentino è famoso anche per i suoi salumi e formaggi tipici accompagnati dalla torta fritta (simile alle nostre crescentine), per gli anolini (pasta ripiena di stracotto e pane o grana) e per le tagliatelle con la farine di castagne. Di piatti tipici ce ne sono tanti e di bottiglie di vino da abbinare ancora di più. Noi abbiamo affiancato ai pisarei un calice di Gutturnio della Tenuta La Ratta (una delle più famose della zona) e siamo stati molto soddisfatti. Il pranzo è stato molto piacevole, il locale è accogliente e i prezzi giusti. Niccolò ha dormito tutto il tempo e si è svegliato al momento del caffè. Bimbodoro (così è soprannominato dalla sua dada), non a caso.

Tappa 2: I Borghi

Prima di dedicarci alla nostra serata a Vigoleno, decidiamo di visitare un borgo vicino.. Sono sincera, Vernasca non vale troppo la pena per noi quindi ci dirigiamo verso il bellissimo borgo di Castell’Arquato, che già avevamo visitato nel dicembre 2016, quando ancora Niccolò non era nei nostri pensieri. Avremmo tanto voluto visitare altri due borghi noti, ma il tempo purtroppo è tiranno, torneremo per vedere Bobbio e Gualtieri alla prossima occasione. I colli piacentini sono ricchi di sorprese e incredibilmente tranquilli per una breve vacanza in pieno relax.

Castell’Arquato: cosa vedere

Città medievale così come Vigoleno, anche Castell’Arquato fa parte del Club Borghi più belli d’Italia e una visita la merita assolutamente. Il Borgo si sviluppa su una collina, ai piedi del Torrente Arda, affluente del Po’, che da il nome all’omonima valle.

La cosa più affascinante da fare è passeggiare per i vicoli del corso, estremamente “ciotolosi”, che portano alla parte più bella del borgo, la piazza centrale, sede della Rocca Viscontea (il castello della città), della Collegiata di Santa Maria Assunta (la chiesa) e del Palazzo del Podestà. Purtroppo in periodo di covid non è possibile accedere ai musei di sabato e di domenica, quindi ci accontentiamo di vedere i monumenti dall’esterno. Nella nostra precedente visita in questi luoghi, però, avevamo avuto il piacere di goderci il panorama della valle dall’alto della Rocca. Consiglio vivamente di salirci (mi pare però ci fossero delle scale quindi con i bimbi piccoli non è molto agevole a meno di non avere un marsupio con sè) e di visitare il museo medievale all’interno dove è possibile vedere anche le armature dell’epoca.

Una cosa che non ci è piaciuta è stato vedere il traffico di auto in tutto il centro e anche nella piazza centrale, come a Gubbio. Dei borghi meravigliosi che dovrebbero essere preservati dalle auto e dallo smog. Ne avevo già parlato qui.

Piazza del Municipio (Castell’Arquato). Gabri e Nic

Sconsiglio in generale l’uso del passeggino sia a Castell’Arquato che a Vigoleno perchè la pavimentazione è quella originale (ciotoli, ciotoli, ciotoli!). Altra cosa interessante di Castell’Arquato è che, oltre ad essere un borgo, è un paese vero ed è pieno di vita e di giovani. Forse anche troppi in questo periodo in cui l’assembramento non va molto di moda. Prima o poi soggiorneremo anche in questo borgo.

Vigoleno: il borgo e il castello

E’ in questo borgo medievale che decidiamo di stabilire la tappa maestra del nostro tour prenotando addirittura la notte al Castello! La prima notte in un castello della nostra vita!

L’entrata è proprio sulla piazza centrale (NB: Vigoleno è un borgo minuscolo ancora racchiuso tra le mura originali) e la suite che abbiamo prenotato nel bastione centrale del castello, all’ultimo piano. Di solito non viaggiamo nel lusso, anzi siamo sempre alla ricerca del buon rapporto qualità-prezzo, ma questa volta l’occasione da festeggiare (i 40 anni di Gabri) è davvero importante. E quindi castello sia!

Devo dire che ci siamo trovati molto bene. Il castello non è lussuoso ma l’arredamento, i quadri, gli arazzi e i grandi specchi ti danno davvero l’idea di soggiornare in un luogo quasi congelato nel tempo. In camera i segni di modernità stavano nella TV, nel frigo bar e nel bagno, ristrutturato di recente. Dimenticavo la culla Ikea montata al bordo del nostro letto, rigorasamente a baldacchino. Insolito accostamento, non è vero?

Abbiamo soggiornato qui insieme ad un’altra ventina di persone, forse anche un pò di più, per quella che era l’ultima notte prima del ritorno dell’Emilia Romagna in zona arancione.

Niccolò era l’unico bambino piccolo presente, ma non vedo alcuna controindicazione a soggiornare con i bimbi al castello, a parte che non porterete mai la carrozzina in camera (scale ripide e assenza di ascensore) ma il luogo è assolutamente ospitale. Non so se ci torneremo ma sicuramente è molto suggestivo svegliarsi al mattino con vista sui colli piacentini e sul campanile della chiesa.

Vista dal Castello di Vigoleno

Una cosa che mi è dispiaciuta tantissimo è non poter rientrare nella Pieve di S. Giorgio, la piccola chiesa accanto alla piazza centrale, chiusa nel periodo del nostro soggiorno.

Vigoleno è un borgo del nostro cuore – anche se è triste vedere le serrande dei ristoranti chiusi per il lock down, l’assenza di gente di sera rende la piazza del castello un luogo incantevole da ammirare che vale da sola tutto il viaggio.

Il Castello in notturna

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