Partiamo alla volta delle Marche per il consueto week end fuori porta in occasione di uno dei compleanni di famiglia (questa volta il mio). Questo ha un sapore particolare perché si tratta del primo viaggio della nostra piccola Vittoria, di appena un mese e l’ennesimo per il Nic, tre anni e mezzo. Vi proponiamo un itinerario di due giorni a misura di bambini piccolissimi (e con due passeggini al seguito) che non vi farà trascurare qualche visita culturale, un’immersione nella natura, ottimo cibo e buon vino. A proposito di vino, siamo nella terra del Verdicchio, conosciuto per la sua tipica bottiglia a forma di anfora, oggi tra i più apprezzati e premiati in Italia e nel mondo.

Mete alternative, lontane dalla “massa”, come piace a noi.

Noi (foto di Gabri)

Se cercate informazioni sulle spiagge non le troverete in questo articolo, quindi potete abbandonare subito la lettura. Ci siamo concentrati sull’entroterra.

Perchè le Marche

La scelta della meta questa volta è stata dettata puramente dalle distanze. Per il primo viaggio in auto della piccola abbiamo deciso di non allontanarci troppo dal punto di partenza, che per quest’estate è Rimini. Le Marche sono tanto vicine quanto per noi “sconosciute”.

Entroterra delle Marche, paesaggio

In passato sia io che Gabri abbiamo visitato solo le zone di mare come ad esempio Falconara, Porto Recanati, Conero, Numana, Senigallia, San Benedetto del Tronto. Unica eccezione, le Grotte di Frasassi. Ed è proprio a Nord del Parco Gola della Rossa e delle Grotte di Frasassi che puntiamo la nostra bussola, anche se, lo anticipo, la visita a Frasassi non è prevista nel nostro itinerario. Preferiamo portare i bimbi quando saranno un po’ più grandi e si potranno godere di più lo spettacolo.

Se avete qualche giorno in più e volete includere anche l’Umbria nel vostro itinerario, date un’occhiata a questo articolo

Cosa vedere in Umbria in tre giorni, i borghi più belli

Una mattina a Jesi

Prima di addentrarci nell’entroterra facciamo una tappa “cittadina” per visitare Jesi. La città in provincia di Ancona è un piccolo borgo che conta meno di 40.000 abitanti che sorge sul corso del fiume Esino. Jesi mantiene ancora intatta la sua cinta muraria del XV secolo lunga 1,5 Km e la leggenda narra che la città fu fondata da Esio, Re dei Pelasgi e capostipite degli Etruschi, nel 768 a.C. ma più probabilmente nacque come ultimo avamposto del territorio “Ager Gallicus” su volontà dei Galli Senoni.

Jesi e le sue mura

Nel 1194 a Jesi nacque Federico II di Svevia, Re di Sicilia, Imperatore del Sacro Romano Impero e di Gerusalemme, anche soprannominato lo stupor mundi per la sua personalità poliedrica e carismatica, che donerà a Jesi il titolo di “Città Regia”. Infatti oggi a lui è dedicata una delle piazze principali della città, Piazza Federico II.

Piazza Federico II, Jesi

Qui sua madre Costanza d’Altavilla lo partorì pubblicamente durante il viaggio per raggiungere il marito Enrico VI, appena incoronato Re di Sicilia, per fugare ogni dubbio sulla maternità del futuro imperatore, data la sua età avanzata. Costanza aveva “appena” 40 anni, pertanto l’episodio ai tempi odierni fa abbastanza sorridere.

Una passeggiata per il centro

Dopo aver lasciato l’auto al Parcheggio Mercantini (gratuito e sotterraneo!), imbocchiamo la salita che conduce al centro storico e in pochi minuti ci troviamo in Piazza della Repubblica. Dominata dalla fontana con l’obelisco (che scopriamo essere stata trasferita dalla Piazza Federico II) e dal Teatro Pergolesi, la piazza colpisce subito per la dimensione armonica degli edifici che la compongono. Purtroppo il teatro è chiuso.

Piazza della Repubblica

Per iniziare la visita ci dirigiamo verso Piazza Colocci, sede del Palazzo della Signoria e della Biblioteca Planettiana, che già avevamo “puntato” leggendo la Lonely Planet. Adoro le vecchie biblioteche e questa non è da meno. Infatti le due sale al primo e secondo piano sono a dir poco scintillanti. Si affacciano su uno splendido cortile contornato da logge del XVI secolo, progettate da Francesco di Giorgio Martini, artefice anche del Palazzo Ducale di Urbino.

Cortile del Palazzo della Signoria

In prima fila la Sala Maggiore, con lo splendido soffitto ligneo, era quella da cui il consiglio dei priori governava la città alla fine del quattrocento. Dal 1913 è parte della Biblioteca e viene usata per eventi culturali.

Sala Maggiore, Biblioteca Planettiana

Al piano di sopra, la Sala Planettiana, che conserva la collezione di oltre 15.000 volumi donati alla città di Jesi dalla famiglia Pianetti, è un vero spettacolo per gli occhi.

sala planettiana. biblioteca planettiana, Jesi
Sala Planettiana, Biblioteca Planettiana, Jesi

A Jesi ci sono anche altri palazzi nobiliari e chiese che sicuramente vale la pena visitare, come Palazzo Pianetti, sede della Pinacoteca, Palazzo Ricci, Palazzo Bisaccioni, Palazzo Honorati-Carozzi e via di seguito. Noi non siamo riusciti a dedicare abbastanza tempo ed energie alle visite. Con 35 gradi e due passeggini al seguito, abbiamo preferito goderci un pranzo rilassato in una delle migliori osterie della città, dietro le quinte del Teatro Pergolesi.

Regalarsi un pranzo con la P maiuscola a Jesi

L’Hosteria Dietro alle Quinte è una tappa obbligatoria per chi passa da Jesi. Si tratta di un locale moderno, premiato dal Gambero Rosso nella Guida Ristoranti d’Italia 2022, che propone piatti della tradizione rivisitati in modo creativo. Ci siamo goduti la terrazza con vista sui colli e i tetti della parte antistante la stazione, praticamente soli e coccolati da due camerieri gentilissimi.

Io e i pupi all’Hosteria Dietro le Quinte

Abbiamo scelto dal menù due primi e due secondi: riso acquerello, piselli, aglio nero, panna acida e capperi; mezze maniche Pietro Massi, cacio, pepe e guanciale di Genga e fondente di cipolla rossa.

Primi Piatti

Per secondo zucchina ripiena, salsa aurora e umeboshi, reale di maialino, lattughino, sakè e mandorla. Il tutto innaffiato da un rosè locale, la Fuga della cantina Marca di San Michele di Cupramontana (AN).

In conclusione, un pranzo con regalo speciale e “unico” per me, chiuso da due dolci creativi e altrettanto gustosi: il Rum e Sigaro, un gelato di cocco con un sigaro di cioccolato sopra, con spolverata di cenere e un Finto Tiramisù, con “aria” di caffè sopra.

rum e sigaro

Ci siamo goduti il momento dall’inizio alla fine, anche perché i bimbi ci hanno fatto il regalo di dormire per tutto il tempo.

Un gelato al Bar Trieste, tra 3000 utensili contadini

Con i bambini è più facile girare per gelaterie e parchi che per palazzi.

Ma per noi anche il gelato deve essere un’esperienza quando siamo in giro.

Pertanto decidiamo di affrontare il caldo afoso delle tre del pomeriggio per recarci in questo bar gelateria “museo” nei pressi della stazione.

Datato 1911, il Bar Trieste appartiene da sempre alla famiglia Capogrosso che ha raccolto negli anni circa 3000 oggetti provenienti dal mondo contadino che sono appesi alle pareti, tra cui lanterne, tegami, falci per l’erba e il grano, monopattini, cavalli a dondolo, arcolai, telai da canapa, brocche ed altri ancora. In più c’è anche un giardino interno ma ciò che rende famoso il bar è la qualità del gelato, menzionato anche dalla guida del Gambero Rosso. Ci sono pochissimi gusti da scegliere, non necessariamente classici ma di “stagione”. Nic ha apprezzato!

Dormire in un vecchio convento

Dopo la visita a Jesi ci rimettiamo in viaggio per raggiungere il nostro B&B. Anche la location che abbiamo scelto per il pernottamento è alquanto inusuale: si tratta de Il Capuccio – dimora di campagna, che si trova a Nidastore, a qualche Km a nord di Arcevia (AN). In pratica, in mezzo al niente.

Il Capuccio -segnaletica

Si tratta di un edificio dell’XI o XII secolo, probabilmente nato come torre di vedetta della Rocca Contrada, uno dei nove castelli del comprensorio di Arcevia, poi trasformatosi in residenza di Frati Cappuccini nel XIV secolo. Il Capuccio divenne proprietà privata dopo che lo Stato Pontificio iniziò a vendere i suoi possedimenti.

Gli attuali proprietari, Giovanni e Cristel, lo hanno acquistato nel 2009 per riportarlo alle origini, dopo molto lavoro di ricerca e una grande passione per la storia. Giovanni è un tipo molto orgoglioso del suo lavoro e, insieme alla moglie, condividono storie e aneddoti con i loro amati ospiti.

Noi con Giovanni e Cristel a Il Capuccio

Noi abbiamo soggiornato nella stanza del Colono, una delle tre camere completamente in pietra della dimora. Il Capuccio è adatto anche ai bambini per via dei grandi spazi interni ed esterni, ma soprattutto per la cortesia dei padroni di casa.

Loretello e il bar più allegro delle Marche

A pochissimi Km da Il Capuccio, c’è Borgo Loretello, uno dei borghi più piccoli e pittoreschi delle Marche, sede di un castello e di un albergo diffuso con lo stesso nome. Nella piazza del borgo, chiusa al traffico, c’è il Bar Giallo, un piccolo locale che offre cocktail e una vista mozzafiato sulle colline circostanti.

Bar Giallo, Borgo Loretello

Nel giorno del mio compleanno, la nostra serata è stata allietata da un bel venticello quasi fresco e da un concerto blues-jazz di una bravissima band locale. Il Bar Giallo è il posto ideale per un aperitivo con amici o con la famiglia, dato che i bambini possono letteralmente scorrazzare liberi per la piazza.

Io e i pupi al Bar Giallo

Il menù offre anche alcune tapas molto buone come salumi e formaggi, tartare e frittatine, da accompagnare ai cocktail “gialli” proposti sulla carta.

Una gita a Valdicastro

Sempre per la serie: luoghi alternativi, per il secondo giorno del nostro tour scegliamo di visitare una vecchia abbazia dell’anno 1005 che oggi ospita l’Azienda agricola biologica di Valdicastro.

Abbazia di Valdicastro

Il posto è molto bello, in mezzo alle montagne nella parte più meridionale del Parco Gola della Rossa e delle Grotte di Frasassi. Per raggiungerlo, partendo dalla nostra dimora di campagna, ci abbiamo impiegato circa un’ora percorrendo strade di montagna piuttosto impervie. L’azienda alleva vacche di varie razze e suini, ha uno shop online e un ristorante molto grande all’interno.

Chiostro interno dell’Abbazia

La meta è stata sponsorizzata da Silvia, la mia amica di Genga, che si è offerta di passare la giornata con noi in uno dei rari sabati estivi che ha liberi da impegni come guida delle Grotte di Frasassi. A volte viaggiare con bambini richiede anche una piccola dose di incoscienza e abbiamo deciso di andare pur sapendo che avremmo percorso strade di montagna un po’ impervie. Speravamo di trovare il fresco una volta arrivati là, ma niente, anche nel parco dell’Abbazia e nel bel lago dove pascolano le mucche, faceva un caldo importante. Abbiamo trascorso una mezza giornata piacevole e in compagnia.

Pranzo con digestivo alternativo

Siamo arrivati all’ora di pranzo e ci siamo fiondati subito ad occupare il tavolo nella vasta sala ristorante che Silvia aveva prenotato e ordinato tre piatti di carne: tagliata e hamburger.

Io, Nic e Silvia al Ristorante dell’Abbazia

Le porzioni sono a dir poco extra large.. non ho trovato la carne memorabile ma lo staff è davvero cordiale e si può trascorrere una mezza giornata di quiete facendo una bella scorpacciata seguita da una passeggiata digestiva “alternativa” negli spazi incontaminati circostanti. Purtroppo volevamo far vedere le mucche a Niccolò ma non ci siamo riusciti. Quando siamo arrivati al lago tutta la mandria era già emigrata nei boschi a prendere il fresco.

Lago di Valdicastro

Ripartiamo nel tardo pomeriggio, cotti dal sole e disdiciamo la prenotazione per il ristorante dove saremmo dovuti andare la sera. Alla fine ci fiondiamo al Capuccio, con una bella dose di frutta rinfrescante acquistata lungo il tragitto per chiudere la giornata.

Da vedere alla prossima tappa in queste zone

Cosa ci siamo persi questa volta, ma che terremo per la prossima visita?

📍 Corinaldo, uno dei borghi più belli d’Italia, in cui avremmo voluto fare tappa al rientro della nostra vacanza. Tappa annullata perchè Niccolò si è svegliato con la febbre (come dire, imprevisti da mettere in conto quando si viaggia coi bimbi)

📍 Fabriano (AN), sede del famoso museo della Filigrana e della Carta ma anche del Palio di San Giovanni Battista, che ha luogo nel mese di giugno e mi dicono essere davvero emozionante

📍Grotte di Frasassi: ci andremo sicuramente quando i pupi saranno più grandi e le potranno ricordare

📍Visite in cantina per degustare il Verdicchio, con calma.. e qui ce ne sono tante..come La Staffa a Staffolo, Garofoli, Umani Ronchi o l’Oasi degli Angeli a Cupra Marittima, per assaggiare il Kurnì.

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