Bastano un paio di giorni per staccare la spina e ricaricarsi e l’Appennino Tosco-Emiliano è una valida valvola di sfogo per chi vive come noi, a Bologna. A poco più di 50 Km percorrendo la famosa Porrettana (SS64), si raggiunge Porretta prima, famosa località termale, per poi deviare sulla SP64 che porta a Granaglione e nelle sue frazioni. Siamo proprio al confine tra Emilia Romagna e Toscana, ancora in provincia di Bologna ma a un passo dalla regione confinante.

Abbiamo scelto la Valle del Randaragna su suggerimento di un’amica che, insieme al compagno, gestisce un B&B proprio in questo piccolo borgo che conta quattro residenti in tutto, a pochi km da alcune zone escursionistiche importanti per l’Appennino. Questa zona offre tantissime opportunità per chi vuole trascorrere qualche giorno all’insegna del relax, delle passeggiate nei boschi e del buon cibo, che certo non manca da queste parti.

Noi abbiamo approfittato di un week-end di splendido e caldo sole di metà settembre per portare il nostro bambino di due anni e mezzo nella natura. Non abbiamo fatto grandi cose, perché per una volta abbiamo messo in stand by il “motore del viandante” per goderci la natura e il clima favorevole.

Coccole a Casa Moschini

Ebbene, un giorno su due lo abbiamo trascorso a La Presa, nel Borgo di Casa Moschini.

Casa-Moschini-Granaglione-BO
Casa Moschini

È un B&B gestito da Boris e la sua famiglia, con l’aiuto di Francesca, il mio gancio, appunto. “Un posto che ti scalda il cuore” mi aveva preannunciato lei qualche giorno prima quando abbiamo deciso di venire.

Il B&B fa parte del piccolo borgo, ormai quasi disabitato e costellato di case in pietra, la maggior parte delle quali con il cartello “Vendesi” sulla porta. Boris ha deciso di recuperare la casa della nonna e di adibirla a “rifugio” per i viandanti che passano di qui, ma anche per chi decide di fare vacanze più lunghe all’insegna della natura. La città più vicina è Porretta Terme che dista più di 30 Km. Qui si può anche cenare, in estate all’aperto, nei tavoli a bordo della panoramica “piscina” per bagni sotto le stelle a 40 gradi. Per le coppie un must.

Il nostro bimbo si è divertito tantissimo: non c’è nessun pericolo perché non passano auto: anzi, a fatica ci si arriva attraversando borghi stretti come Casa Lazzaroni. Tra le chicche di Casa Moschini, a parte le case in pietra deserte, il bellissimo castagneto di alberi secolari che abbraccia la collina sovrastante e la volpe “foxy” che tutte le sere si affaccia alla porta sempre aperta del B&B in attesa che qualcuno le offra un pò di cibo.

foxy
Foxy

Qui è quasi impossibile non socializzare con gli altri ospiti. Nic è diventato subito il re della festa: unico bimbo, ha giocato tutta la sera con il cane di un gruppo di amici che soggiornavano a La Presa prima di una tappa di trekking impegnativo. Noi il trekking impegnativo non l’abbiamo neanche preso in considerazione. E infatti dopo una buonissima cena a base di pizza cotta al forno preceduta da un tagliere di salumi e frittelle di castagne, abbiamo preso presto la strada del letto. Anche al mattino, data la quiete del luogo, ce la siamo presa con grandissima calma.

Non siamo abituati a prenderci i nostri tempi, ci carichiamo sempre di tante cose da fare nel fine settimana ma questa volta ci siamo fatti coccolare.

Le cascate del Mulino di Nazzareno

Una chicca dell’Alto Reno, queste cascate di formano sul tetto di un vecchio mulino verticale, in funzione fino agli anni ’70, aggrappato alla montagna e perfettamente conservato. Una cascata le cui acque limpide e cristalline formano un bacino che raccoglie l’acqua di un colore verde smeraldo. Una location unica in mezzo al bosco da cui si arriva a piedi sia da Casa Moschini (circa 40 m di cammino) che dalla più vicina Casa Lazzaroni, da dove abbiamo preso noi il sentiero.

A Borgo Capanne per un pranzo eccezionale

Come ultima tappa e con pochissima fatica da smaltire, ci siamo fermati in una delle Taverne più famose della zona: quella del Cacciatore di Borgo Capanne. Anche questo consigliatoci dagli amici, è un posto assolutamente da provare. Avete mai assaggiato l’hamburger di cinghiale? E le cipolle cotte nel brodo di gallina con formaggio di taleggio fuso? Forse sì, ma sicuramente non erano così buone. Un must se passate da queste parti

hamburger cinghiale

Cosa rimandiamo alla prossima visita

Da queste parti ci sono diverse cose da vedere: a parte gli itinerari naturalistici come il bosco che conduce al Santuario della Madonna del Faggio e le cascate del Dardagna, siamo a pochi Km dal paese natale di Francesco Guccini, Pàvana. Si dice che Guccini sia molto ospitale e che, oltre a vederlo per le strade del borgo, si possa anche sperare di ricevere un invito a pranzo. Tenteremo la fortuna alla prossima occasione. Sempre in tema di gite culturali, a Pianaccio, frazione di Lizzano in Belvedere, nel 1920 nacque Enzo Biagi e qui trascorse i primi anni della sua vita. In questo piccolo paesino si possono visitare il Centro Documentale Enzo Biagi e la sua tomba.

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