Durante il nostro viaggio in Friuli Venezia Giulia, terra famosa per la produzione di ottimi vini, abbiamo fatto tappa nel Collio (provincia di Gorizia) e nei Colli Orientali del Friuli (provincia di Udine).

Consiglio vivamente di trascorrere qualche giorno in questa zona, strategica per visitare cantine ma anche le principali città friuliane. Udine, Gorizia, Aquileia, Grado distano circa 30 minuti di auto da qui. Noi abbiamo dormito a Cormons presso l’azienda agricola Picech.

Ma torniamo alla nostra visita in cantina.

Perchè Rodaro Paolo Winery

Tra le tante della zona, abbiamo scelto affidandoci al nostro “almanacco” di riferimento, la guida “Vini Buoni d’Italia” del Touring Club, edizione 2020. In fatto di vini e cantine fornisce ottimi consigli. Rodaro si trova presso la località Spessa a Cividale del Friuli (UD), nei Colli Orientali del Friuli. Qui trovate il sito

La vigna

La vigna Rodaro è cresciuta dai pochi ettari di proprietà del 1846, anno di fondazione, ai 140 ettari odierni (di cui 67 sono di vigneto e il resto di seminativo e boschi). La produzione si aggira tra le 250.000 e 300.000 bottiglie all’anno e la raccolta delle uve è fatta a mano da sempre. La produzione, sia per i vini autoctoni sia per quelli internazionali, è riconosciuta come DOP a parte il passito Picolit che è una DOCG.

L’azienda

E’ stata Lara, la moglie di Paolo, ad accompagnarci nella scoperta dell’azienda oltre che in una notevole degustazione durata quasi due ore. Ci ha mostrato la cantina e raccontato la storia (anche personale) della famiglia. E soprattutto la filosofia che sta dietro alla loro concezione di produzione. Paolo, il proprietario, fa parte della sesta generazione di vignaioli. Un uomo di carattere, così è riportato anche nel company profile, che ha sempre condotto l’azienda con grande spirito innovativo. Una personalità controcorrente che si è sempre più fidata delle sue intuizioni anche andando contro alle logiche di mercato.

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L’azienda vista dall’esterno

Lara ci confida che sta cercando di convincerlo a investire non solo nella sperimentazione in cantina ma anche di più nel marketing.  Come si dice qui, i friulani sono pragmatici e perciò più orientati al ”fare” piuttosto che al “comunicare ciò che sanno fare” e la famiglia di Paolo ne rappresenta un esempio concreto.

Infatti Rodaro è sicuramente meno nota di Zorzettig, di Felluga e di Schioppetto che hanno investito di più in immagine e hanno anche una penetrazione commerciale più importante. Vi assicuro comunque che i vini di Rodaro sono assolutamente da provare..

I vini

Qui si produce un’enorme varietà di vini: sono 23 quelli a catalogo, divisi in tre categorie: Metodo Classico, Edizioni Limitate ed Etichetta Fiore.

L’Etichetta fiore (si chiama così perché sulle bottiglie è disegnato un fiore arancione) è quella che contraddistingue i vini a vinificazione tradizionale. Porta un messaggio di purezza e semplicità. Quel fiore, disegnato da una bambina di cinque anni, figlia di visitatori della cantina,  ha rappresentato una sorta di illuminazione per Paolo, che ha iniziato una fase nuova di cambiamento per i suoi vini e per la sua vita.

Sotto questa etichetta, Lara ci ha fatto provare la Ribolla Gialla, il Friulano e la Malvasia, in un crescendo di corposità e carattere. Il nostro preferito? Il Friulano.

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Vini etichetta fiore

Lo sapevate che il Friulano e il Tocai sono lo stesso vino?  Ebbene sì ma oggi non si può più chiamare Tocai perchè una sentenza della Corte di Giustizia Europea del giugno 2008 ha chiuso l’annosa vertenza con l’Ungheria che vedeva protagonista la denominazione del vino Tokaji. Quindi il nome Tocai Friulano per il vino è stato perso ed è stato sostituito con “Friulano” in Friuli e “Tai” nel Veneto. L’uva però si chiama ancora “Tocai Friulano”.

Edizione limitate (anche dette “Romain”): abbiamo provato i tre autoctoni, lo Schioppettino (anche detto Ribolla Nera), il Refosco dal Peduncolo Rosso e il Pignolo Romain. Tutti vini DOP che esprimono al meglio la tensione al miglioramento continuo. Sono il risultato della sperimentazione di tecniche di vinificazione alternative come quella della surmaturazione Romain-Rodaro. 

Li abbiamo trovati tutti ottimi, ma il Pignolo ha davvero una marcia in più. Il Pignolo 2011 è stato premiato con la Corona dalla guida del Touring Club. Ne abbiamo prese due bottiglie al prezzo di 29 euro l’una.

Tra le edizioni limitate c’è anche il Picolit, l’unico DOCG, che però non abbiamo provato.

Lara ci ha aperto anche una bottiglia di Evoluto Sauvignon del 2012, imbottigliato nel 2017. Questo vino è rimasto sui lieviti in vasca di acciaio per 52 mesi prima dell’imbottigliamento, andando oltre, ancora una volta, i dettami della vinificazione tradizionale.

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L’Evoluto

I nostri preferiti

Dopo una degustazione molto più varia e abbondante rispetto allo standard, ci siamo portati a casa sei bottiglie: una di Refosco dal Peduncolo Rosso, una di Schioppettino, due di Pignolo e due di Friulano al prezzo di 150 euro, comprese le due degustazioni. Ottimo rapporto qualità-prezzo.

Come prenotare una visita e comprare i vini

I vini di Rodaro non si trovano nella GDO ma la vendita avviene solo tramite canale HORECA o diretta. Consiglio quindi di scrivere una email a info@rodaropaolo.it facendovi spedire una cassa di vini di cui non vi pentirete. Se passate in zona, prenotate una degustazione.

E’ stata una delle poche cantine a dedicarci una visita non di gruppo e questo è un grande plus. Noi ci siamo portati Niccolò (due anni e mezzo), che ha giocato nel cortile a fianco ai tavoli per tutto il tempo. Lara per lui ha allestito anche un tavolo da gioco per farci compagnia.

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Lara e Nic

Un grazie a Lara e al team Rodaro Winery per questa visita che ricorderemo per un pezzo.

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