In questo post vi racconto i nostri tre giorni a Trieste durante il tour del Friuli. Siamo stati in agosto, un mese molto caldo ma nello stesso tempo ottimo per godersi le meraviglie della città all’aperto e i suoi locali.

Troverete un elenco di cose che dovreste, a mio parere, mettere nella lista delle cose da vedere quando programmate un week end o una tappa nel capoluogo giuliano. Alcuni consigli sui locali e su dove soggiornare.

Siamo stati a Trieste con nostro figlio di due anni e mezzo, quindi tutte le attività che troverete di seguito sono adatte a tutti, bambini inclusi.

L’origine della lista

Per programmare il nostro soggiorno abbiamo cercato spunti nelle guide turistiche (noi usiamo la Lonely Planet), nei blog post di persone che ci sono state davvero, tipo questo. Ma soprattutto abbiamo avuto la fortuna di ricevere molti consigli preziosi da conoscenti e amici che vivono o hanno vissuto qui. In pratica siamo andati sempre sul sicuro, a parte forse la scelta del residence di cui vi parlerò alla fine.

Trieste è una città affascinante e mitteleuropea in ogni angolo. E’ un po’ Parigi, un po’ Milano, un po’ Torino, un po’ Copenhagen, un po’ Venezia e un po’ anche Roma.

Per capire meglio Trieste, va fatto qualche accenno alla storia di questa città.

Un po’ di storia

Anche se i riferimenti storici parlano di primi nuclei di Istri insediatisi qui nel X sec a.C.,  fu sotto il dominio dell’Impero Romano prima (dal II sec. A.C) e di Bisanzio poi (fino al I sec d.C),  che Tergeste (così chiamata ai tempi dei romani) crebbe a dismisura.

Fu contesa e dominata dalla Repubblica di Venezia, dalla città di Gorizia e da Aquileia, fino alla sottomissione più o meno marcata all’Impero Austro Ungarico, che non garantì però sempre un pieno supporto alla città che continuò ad essere contesa.

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Palazzo del Municipio

Il suo massimo splendore lo raggiunse nel Settecento, con la dominazione asburgica, grazie al suo porto e alla centralità nei commerci.

Il periodo della Belle Époque è ancora molto evidente nelle strade, nei palazzi, nelle numerose librerie e nei caffè storici. Poeti come Umberto Saba, Italo Svevo e James Joyce e altri artisti (le cui opere si possono ammirare al Museo Revoltella che troverete più avanti), si incontravano nei caffè e nei centri culturali. Il loro contributo allo sviluppo della città è tangibile ancora oggi.

Luoghi come la libreria Umberto Saba sono davvero dei tesori preziosi.

Libreria Antiquaria Umberto Saba

La posizione di confine costò alla città anche molte sofferenze all’epoca della prima e della seconda guerra mondiale.

Alla fine della prima fu contesa e infine annessa all’Italia. Ma il fascismo e l’inizio di un processo di italianizzazione forzata, soffocarono l’identità di Trieste.

In ragione della sua multiculturalità, fu scelta dal Duce come centro per la promulgazione delle leggi razziali del 1938 (e in piazza dell’Unità c’è l’epigrafe simbolo di questo avvenimento), e nel 1943 in città venne istituito un campo di concentramento dove persero la vita oltre 2.000 ebrei.

Il campo si trova presso la Risiera di San Sabba ed è visitabile. Ve lo racconto più avanti. Nel dopoguerra visse alcuni anni turbolenti in cui venne anche annessa alla Jugoslavia. Tornò definitivamente ad essere italiana solo nel 1954. Se volete approfondire la storia di Trieste, date un’occhiata qui 

La storia influenza molto anche i luoghi principali del nostro itinerario.

Primo giorno a Trieste

Tappa nel Carso con passeggiata sulla Strada Napoleonica

Prima di entrare a Trieste provenendo dalla zona del Collio, zona di origine dei più famosi vini del Friuli, abbiamo percorso a piedi la famosa Strada Napoleonica, che parte da Opicina e arriva a Prosecco.

Il percorso è di circa 4 Km di strada abbastanza piana con fondo ciotoloso. Si può parcheggiare all’Obelisco di Opicina (anche se la sosta è consentita per 60 minuti con disco orario) o in alternativa si può prendere il famoso tram numero 2 da Trieste. Quando siamo andati noi, però, le corse del tram erano temporaneamente sospese. Ci sono due credenze legate al nome di questa strada, la prima lo attribuisce ai soldati di Napoleone che la aprirono nel 1767 durante la campagna d’Italia, la seconda all’architetto che la progettò, Vicentini.

La strada, che attraversa l’altopiano carsico e si affaccia sul golfo di Trieste, permette di godere di un panorama eccezionale sul porto, sul faro della Vittoria, sulla Barcola e sul Castello di Miramare.

Il mare e la città visti dall’alto hanno un sapore tutto particolare. Si percorre tutta in un paio d’ore, noi l’abbiamo fatta con il passeggino mentre Nic faceva il suo riposino pomeridiano. E’ un percorso adatto anche per mountain bike e per il jogging.

Se avete un passeggino con le ruote grandi, è meglio. Il nostro non era molto adeguato ma ci siamo riusciti lo stesso.

Un giro per le vie del Centro: da Piazza Unità d’Italia al Borgo Teresiano

Dopo la Strada Napoleonica ci siamo diretti in pochi minuti verso il centro di Trieste, per parcheggiare in un garage pubblico (il Park San Giusto) vicino al nostro residence. Per maggiori informazioni sulla location dove abbiamo dormito leggete l’ultimo paragrafo.

Scaricati i bagagli e entrati nel residence, ci siamo dedicati a una prima visita del centro. L’alloggio è a due passi da Piazza dell’Unità d’Italia, che la Lonely Planet definisce “un luogo metafisico”.. ed è così.

Dovreste passare più volte nel corso della giornata solo per ammirare come cambiano la piazza e i suoi palazzi con luci diverse. Sui tre lati della piazza, a partire dal centro trovate il bellissimo Palazzo del Municipio (del 1875), il Palazzo Modello (1873), Casa Stratti, che ospita il famoso Caffè degli Specchi (1839) e il Palazzo del Governo, con le sue decorazioni, che risale ai primi Novecento. Di fronte, il Palazzo del Lloyd Triestino, che oggi ospita la giunta regionale e poi, risalendo, l’Hotel Duchi D’Aosta e Palazzo Pitteri. Ma il pezzo forte della piazza è l’affaccio sul mare che la rende ancora più affascinante. E’ una delle piazze più grandi d’Europa ad avere lo sbocco sull’acqua.

A pochi metri, in direzione del Borgo Teresiano, si trovano altre due importanti piazze triestine: Piazza della Borsa e Piazza Verdi. La prima è un vero crocevia di persone, sede del vecchio Palazzo della Borsa (oggi occupato dalla Camera di Commercio) e del Palazzo del Tergesteo, sede della Borsa.

In quest’ultimo edificio, che ospitava una filiale di Unionbank, lavorò anche Italo Svevo e qui ambientò anche alcune scene del suo La Coscienza di Zeno.

Nel Borgo Teresiano, progettato ai tempi di Maria Teresa d’Austria, ci sono alcune chicche imperdibili: la prima è il Canal Grande, costruito a metà Settecento, era collettore delle saline. Oggi popolato da diverse imbarcazioni private che qui hanno l’ormeggio, si protende fino alla Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo da un lato e alla Chiesa Serba Ortodossa dall’altro (la più importante d’Italia).

Canal Grande nel Borgo Teresiano

Sul passaggio Joyce, uno dei tre ponti sul canale, troverete anche la statua bronzea dedicata a James Joyce, il famoso autore irlandese, padre dell’Ulisse, che visse in questa città per circa dieci anni a inizio Novecento. Un periodo importante per la sua giovinezza che plasmò la sua personalità artistica. Qui trovate i riferimenti della sua storia a Trieste

statua di james joyce
Statua di James Joyce

Per ultimo vi segnalo anche la Libreria Antiquaria di Umberto Saba, in via San Nicolò, una piccola bottega gestita da Saba stesso un tempo, assolutamente da non perdere. Umberto Saba nacque a Trieste nel 1883 e in città è possibile seguire un itinerario nei luoghi importanti della sua vita.

Un giro da Eataly e un aperitivo al Pier the Roof

Dopo una doccia siamo usciti per goderci l’ora dell’aperitivo. Una caratteristica di Trieste è che i suoi numerosissimi locali, oltre ad essere molto curati e moderni, prendono vita solo dopo le 19. Prima di quell’orario in estate vedrete una costellazione di tavolini vuoti sulle piazze e per le strade, ma poca gente seduta.

Locale a Trieste prima delle 19

Ci sono molti triestini ma anche tanti turisti, soprattutto austriaci. Non sapevo che venissero a Trieste anche per andare al mare. Per noi romagnoli abituati alla spiaggia di sabbia, è insolito vedere i bagnanti stesi sulle rive di cemento negli stabilimenti della Barcola. Per quanto il mare possa essere bello (e in effetti qui l’acqua è limpida), è un tipo di balneazione che non mi attira.  Per la spiaggia comunque dovrete fare qualche Km a nord (o a Sud) rispetto al centro. Noi non ci siamo stati, ma è un’opportunità da considerare se decidete di trascorrere qualche giorno in città d’estate.

L’aperitivo nella terrazza di Eataly è una location assolutamente interessante per godere del tramonto riva mare, ma ancor meglio per una bella vista sul golfo è la terrazza del Pier the Roof, un locale poco più avanti.

Vi consiglio di prenotare un tavolo. Sicuramente è un locale di riferimento per i triestini, tutti agghindati a fare aperitivo o cena. Ma non è eccessivamente “fighetto”. Con 9 euro, il prezzo di un aperitivo a Bologna, abbiamo preso due Hugo, il famoso spritz bianco triestino a base di prosecco, soda, mela e fiori di sambuco. Molto fresco e gradevole. L’aperitivo è un’istituzione qui e si vede!

Una pizza da Pino

Cercavamo una pizza e grazie al consiglio di amici siamo approdati in questa grandissima pizzeria con molti coperti nella zona del porto (Via Ottaviano Augusto 2B Da Pino). Non si prenota ma ci hanno accomodato subito in uno dei tantissimi tavoli esterni. La pizza è superlativa per me che amo l’impasto sottile e croccante. La location è molto comoda per una passeggiata sul molo dopo cena e inoltre, l’arietta del mare ci ha permesso di smettere di sudare per un po’.

Trieste by night è ancora più sfolgorante di notte che di giorno.  Arrivate fino al Molo Audace e fate una passeggiata nella passerella più famosa del litorale. Al Tramonto è ancora più bello che di notte.

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Piazza dell’Unità dal Molo Audace

Secondo giorno

Un caffè nel più famoso bar storico

Per iniziare al meglio la giornata abbiamo fatto una bella passeggiata dal ghetto ebraico fino al Caffè San Marco, il bar storico più famoso di Trieste.

Ci si arriva attraversando viale XX Settembre che, oltre a bar e ristoranti, è famoso anche per la casa natale di Italo Svevo al civico 16. Il Caffè San Marco è un posto con un fascino incredibile per me che amo le librerie, e ancora di più quando si trovano, così raramente, all’interno dei caffè. Aperto dal 1914, il Caffè è in stile secessione viennese. Fu un punto di incontro degli artisti e intellettuali dell’epoca, come Italo Svevo, lo psicanalista Weiss, lo scultore Rovan e altri.

Abbiamo preso un caffè in uno dei tavoli accanto alla libreria.. e abbiamo comprato anche un libro (di marketing del vino, altra nostra passione).  Il Caffè è adiacente alla Sinagoga, la più grande d’Italia. Purtroppo non siamo riusciti ad accedervi perchè aperta solo in determinati giorni e per orari limitati il lunedì, martedì e mercoledì.

A Trieste ci sono una serie di caffè storici che vale la pena visitare, qui trovate una lista.https://www.informagiovani-italia.com/storici_caffe_letterari_trieste.htm

Visita alla Risiera di San Sabba

Questo è un luogo della memoria che vale la pena vedere, anche se vi causerà una fortissima stretta allo stomaco. Non avevo mai visto un campo di concentramento prima e questo è stato l’unico vero lager nazista in Italia. La Risiera nacque originariamente come stabilimento per la pilatura del riso nel 1898 nella periferia di Trieste. Dall’8 settembre 1943 venne convertito in campo di detenzione per lo smistamento dei deportati in Germania e in Polonia e al deposito dei beni razziati.

Alla Risiera avvenivano anche assassini di ostaggi, partigiani  e detenuti politici, oltre che di ebrei.

Risiera di San Sabba (cortile interno)

Ancora è possibile visitare la cella della morte, le prigioni in cui venivano detenuti per mesi i deportati e la sala delle croci. Nel campo c’era anche un forno crematorio, l’unico italiano, che i nazisti tentarono di distruggere nel 1945 per nascondere le prove dei loro delitti. Ma le numerose testimonianze dei detenuti furono rinvenute e portate al processo ai responsabili dei crimini che si chiuse nel 1976. L’edificio è stato in parte ristrutturato, ma il progetto non ha stravolto le caratteristiche originarie del campo.

prigioni
Le prigioni

Non abbiamo potuto noleggiare le audioguide, temporaneamente sospese per via del Covid. Il percorso è ben descritto da vari cartelli dislocati nelle poche sale della Risiera.

Per arrivare abbiamo preso l’autobus numero 10 che parte da Via Mazzini, nei pressi di Piazza della Borsa. Ci vogliono circa 20 minuti. Il quartiere San Sabba è molto diverso dal centro di Trieste, evidentemente molto più popolare.

L’ingresso è gratuito, ultimo accesso alle 18:30.

Terzo Giorno

L’ultimo giorno del nostro soggiorno a Trieste l’abbiamo dedicato alla visita della Trieste romana. La comparsa del toponimo Tergeste (da cui deriva il nome Trieste) indica la presenza di un primo borgo sviluppatosi sul Colle San Giusto in epoca pre-romanica. Fu Giulio Cesare nel 46 a.C. ad ammettere Tergeste all’impero romano. Sul Colle che sovrasta il centro storico, si possono ancora ammirare i resti della città antica.

Colle di San Giusto: Cattedrale e Castello.

Per raggiungere il Colle, la via più breve e meno nota è prendere l’ascensore che sta all’interno del Park San Giusto. E’ davvero mal segnalato e non è indicato dalla guida, ma si arriva in pratica di fronte alla Cattedrale senza fatica. In alternativa potete prendete la scalinata che parte dal Teatro Romano. Ci sono anche dei bus che arrivano al Colle.

La Basilica del I sec d.C, di cui oggi rimangono solo i resti, offre l’accesso ai due simboli più recenti: la Cattedrale e il Castello.

Il Castello con la sua forma atipica a pianta triangolare, fu eretto nel 1468 per ordine dell’Imperatore d’Austria Federico III e poi continuamente stratificato da opere successive, durante l’occupazione di Venezia prima e asburgica dopo. La passeggiata sul camminamento della ronda, con vista sul golfo di Trieste, vale il prezzo del biglietto (5 euro a persona).

Dal castello si accede anche al lapidario, che contiene resti di lapidi romane e statue settecentesche. Purtroppo quando l’abbiamo visitato noi era parzialmente chiuso per lavori, ma vi consiglio di passare un po’ di tempo ad ammirare i reperti contenuti in questo museo sotterraneo.

Lapidario

La Cattedrale di San Giusto, invece, con il suo rosone gotico in facciata, è forse il monumento più importante di Trieste. Qui, nel I sec.d.C sorgeva il propileo (colonnato all’ingresso del tempio), di cui si sono salvate solo cinque colonne. Su queste colonne fu successivamente costruita la Basilica Paleocristiana a tre navate, poi distrutta e ricostruita.

Cattedrale

L’aspetto attuale risale al XIV secolo ed è il risultato dell’unione di due chiese affiancate. Vi consiglio di entrate nella basilica e ammirare i mosaici bizantini e poi di salire sul campanile (prezzo de biglietto: 2 euro a persona), da cui si gode un bellissimo panorama della città.

Arco di Riccardo e piazza Barbacan

Insieme al Teatro Romano, ai piedi del Colle di San Giusto, l’Arco di Riccardo è l’altra testimonianza tangibile della Tergeste romana. La posizione di questo arco, letteralmente appoggiato a un edificio e inserito in un contesto residenziale molto più moderno, lo rendono davvero particolare. La piazza Barbacan oltre ad essere residenziale, è anche ricca di locali.

Noi ci siamo stati di giorno, ma di notte deve essere ancora più interessante passare da queste parti. Per arrivarci abbiamo anche attraversato Piazza Cavana, con i suoi negozietti di alimentari e bar eleganti. Ci siamo poi diretti al Museo Revoltella.

Museo Revoltella

Premetto che per riuscire a vedere questo museo abbiamo atteso che Nic facesse il riposino pomeridiano e lo abbiamo portato con noi nel passeggino. Questa bellissima galleria d’arte moderna sita in Via Torino, nacque per volontà del barone Pasquale Revoltella che donò alla città, nel 1872, il suo palazzo costruito a metà Ottocento con gli arredi, la biblioteca (una chicca) e le collezioni d’arte.

Museo Civico Revoltella

Pasquale Revoltella fu uno dei personaggi più autorevoli della Trieste imperiale. Era un imprenditore  e finanziare arrivato da Venezia a fine Settecento. Fu un filantropo per Trieste e investì in varie opere per la città, oltre a questo museo.

Nel tempo le opere del Museo sono cresciute di numero grazie a donazioni da parte di artisti locali e acquisti alle prime esposizioni internazionali. Il Museo è quindi cresciuto inglobando anche i palazzi vicini e ristrutturato negli anni Sessanta da un architetto veneziano.

Vi consiglio vivamente di inserirlo nel vostro itinerario se potete dedicare almeno un paio d’ore alla visita, non rimarrete delusi. Il biglietto intero costa 7 euro. Si possono prenotare anche visite guidate per i gruppi.

Il Museo è su sei piani e vanta un’esposizione di 350 opere di pittura e scultura su circa 4000 mq. Le opere  appartengono al periodo che va dall’Ottocento alla seconda metà del Novecento.

Noi siamo partiti a visitarlo dall’ultimo piano (si arriva anche in ascensore!), sul quale c’è una terrazza panoramica con una vista sul porto e sul Palazzo degli Incanti assolutamente meravigliosa. I panorami di Trieste ci hanno emozionato sempre molto.

Terrazza panoramica

A questo piano si trovano le opere di pittura e scultura del dopoguerra. Artisti del calibro di Guttuso, Fontana, Burri, Vedova e Pomodoro. Al quinto piano, forse il più bello per noi, troverete le opere degli artisti del primo Novecento a Trieste e in Italia (Bolaffio, Casorati, Carrà, de Chirico e altri). Al quarto piano le scuole regionali di pittura italiana, la sala della scultura dedicata al triestino Umberto Veruda e Italo Svevo (erano molto amici). Al terzo troverete invece scene di pittura storica del secondo Ottocento e le opere di Giuseppe de Nittis. Al Secondo Piano ancora sculture e poi gli arredi. Le stanze del palazzo sono al primo piano. Tutti i piani valgono una visita. Molti degli artisti friulani qui esposti, non li avevamo mai sentiti nominare, ma la loro opera è davvero notevole.

La biblioteca è il luogo più affascinante. Piccola e raccolta nel suo stile neobarocco, conserva ancora i libri antichi di Revoltella.

Biblioteca

A cena all’Hosteria Malcanton

Per l’ultima cena fuori a Trieste ci siamo affidati al consiglio di un esperto, il mio amico Enrico. L’Hosteria Malcanton si trova appena fuori dal ghetto ebraico, a circa 2 minuti a piedi dal nostro residence. Sul menù solo piatti di pesce. La scelta non è ampia ma molto selezionata. Noi abbiamo provato l’antipasto misto di pesce, il nasello e il pescato del giorno. Tutto ottimo e ben servito. I dolci sono notevoli: abbiamo preso il loro cheese cake e lo strudel con gianduia e gelato. Ottimi. Ci sono molti tavoli all’aperto e il nostro era proprio davanti alla libreria antiquaria adiacente al locale. Location ottima quindi!

Cosa ci siamo persi

Tantissime cose, ma quella più eclatante è il Castello di Miramare. Avevamo in programma di visitarlo la mattina dell’ultimo giorno, prima del nostro spostamento verso la Valpolicella, ultima tappa del nostro viaggio. Purtroppo però, forse complice la data sfortunata (sabato 14 agosto), abbiamo trovato tantissimo traffico. Dopo un’ora di fila quasi ferma tra la Barcola e l’unica entrata del castello, ci siamo arenati e siamo tornati indietro. Il Castello però merita. L’avevo già visto (solo dall’esterno), in un soggiorno precedente a Trieste, ma anche in questo caso meglio scegliere una data migliore per visitarlo.

Torneremo sicuramente a Trieste e questa sarà senz’altro la prima tappa!

Dove (non) dormire a Trieste

Noi abbiamo scelto (su Booking) il Residence Le Beccherie, in via Del Pane, proprio all’interno del Ghetto ebraico. Un piccolo appartamento molto carino esteticamente ma non proprio funzionale. La zona è sicuramente centralissima (siamo praticamente dietro a Piazza dell’Unità) ma non tornerei più al ghetto. In primis perchè è un quartiere molto caotico, soprattutto in estate. Pieno di ristoranti e tavoli esterni che popolano le due strade principali: è scenografico ma è impossibile tenere le finestre aperte di sera. Di notte la zona non si spegne e il gozzovigliamento fino a tarda notte influisce anche sulla pulizia (e gli odori) delle strette viuzze sede di ristoranti e negozi di antiquariato. Ma è davvero l’unica nota meno positiva del soggiorno. Nel prossimo viaggio a Trieste, che sicuramente faremo, sceglieremo una zona un po’ meno al centro della movida.

Mi auguro che questo articolo possa essere utile per darvi spunti sul vostro itinerario a Trieste. Se volete aggiungere qualche must da vedere, lasciate un commento.

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