Siete appassionati di Giuseppe Verdi e della sua musica? Siete curiosi di sapere qualcosa in più sulle origini di questo personaggio, che ha contribuito a fare la storia dell’Italia moderna? Oppure avete solo voglia di perdervi in un labirinto?

Se la risposta a una di queste tre domande è SI, allora dovete pianificare una tappa in provincia di Parma. Partiamo da Verdi: a Busseto sono stati capaci di rendere un vero omaggio a questo personaggio illustre. Qui tutto parla di lui.

Ti racconto la nostra breve visita: in un solo pomeriggio siamo riusciti a visitare tre luoghi cult che assolutamente non potrai perdere alla tua prossima visita. E ti spiego perchè se vai avanti a leggere.

Premetto: noi eravamo insieme a Nic, due anni e mezzo, quindi non siamo riusciti ad ascoltare proprio tutto tutto durante i tour guidati, ma queste sono tutte visite che potete assolutamente fare con bambini! Anzi dovete!

I bambù non hanno a che fare con Verdi ma con il labirinto, di cui parlo nell’ultimo capitolo.

Ma iniziamo dal principio, o meglio, dalla nascita.

La casa natale di Giuseppe a Roncole Verdi

Casa Natale di Giuseppe Verdi, Roncole Verdi (PR)

Il grande compositore nasce a Le Roncole (frazione di Busseto) nel 1813 dove, già a otto anni, diventa organista della chiesa di paese (San Michele), prima di trasferirsi a Busseto per studiare musica. Una vita semplice, la sua, iniziata tra le mura dell’Osteria delle Roncole che il papà Carlo e la mamma Luigia gestiscono con discreto successo. Una passione per la musica che lo porta a consumare letteralmente la prima spinetta ricevuta in regalo dai genitori. La fortuna di essere affiancato da un maestro che da subito si rende conto che questo bambino ha un dono da coltivare. I primi anni sono raccontati dalla voce di Giuseppe Verdi sui supporti digitali o cartacei che vengono consegnati nella sua Casa Natale. Un monumento perfettamente conservato nel centro della piccola frazione a che oggi porta il suo nome, Roncole Verdi.

Prezzo biglietto: 5 euro solo per la casa o biglietto comulativo di 11 € per visitare anche Casa Barezzi e Teatro.

Verdi a Busseto e a Sant’Agata

Nel centro del bellissimo comune di Busseto ci sono due luoghi legati alla vita di Verdi assolutamente da visitare. Il primo è quello in cui inizia la sua carriera musicale, Casa Barezzi, il secondo è teatro a lui dedicato ma in cui non metterà mai piede…il perchè ve lo spiego tra poco.

Museo di Casa Barezzi

Una visita guidata assolutamente da non perdere. Ogni ora infatti partono le visite “racconto” all’interno del salone centrale della casa. Una guida molto preparata racconta le affascinanti storie di Verdi e di quel salotto in cui il suo benefattore, Antonio Barezzi, gli permette di suonare davanti a un pubblico per la prima volta. Lo stesso salone ottimamente conservato è già sede della Filarmonica Bussetana fondata da Barezzi nel 1816. Giuseppe diventa prima maestro della figlia Margherita (Barezzi) e poi marito. Si sposano infatti pochi anni dopo. A questa casa, in cui oggi sono esposti ritratti, lettere autografe e manifesti, tutto è dedicato alla sua memoria.

Casa Barezzi vista da Piazza Verdi

L’amore tra Giuseppe e Margherita sboccia e in breve tempo fanno famiglia e si trasferiscono a Milano, dove Giuseppe può studiare e comporre. La sua famiglia (Margherita e i due figli) morirà nel giro di pochi anni gettando Giuseppe in depressione.

La sua vita continua comunque a Milano e al Teatro la Scala. Dopo qualche anno compone il Nabucco (“Va Pensiero”) e incontra la sua seconda compagna, Giuseppina Strepponi, soprano e prima interprete del Nabucco. Giuseppe tornerà sempre a Busseto, tra una tappa e l’altra tra i teatri europei. I bussetani però non riconoscono la sua unione con Giuseppina, perchè sono conviventi in città e lei ha già due figli illegittimi. Diventano anche aggressivi con loro e Giuseppe decide di comprare una casa a Sant’Agata, un comune vicino ma in provincia di Piacenza. Villa Verdi, la casa di campagna che trasforma Giuseppe in agricoltore, in cui vi parlo qualche paragrafo più avanti.

Teatro Verdi

Ubicato all’interno della Rocca di Busseto, sorge proprio nella piazza centrale e di fronte a Casa Barezzi. Un teatro con una storia particolare, costruito dal 1865 al 1868 dal Comune di Busseto. Verdi era contrario alla sua costruzione, all’epoca in dissidio con i bussetani. Lo riteneva costoso, non necessario per questa piccola comunità e soprattutto non adatto ad ospitare opere liriche per via delle dimensioni ridotte (solo 300 posti).

Anche se donerà 10.000 £ per la sua costruzione, non parteciperà nè all’inaugurazione (a lui dedicata) nè a spettacoli successivi. Anche qui partono visite guidate ogni 30 minuti. E’ una vera chicca e consiglio una visita, anche solo per ascoltare qualche aneddoto in più sulla storia di Verdi.


Opere verdiane

Nella sua vita lunghissima vita (muore nel 1901 a 88 anni) , Giuseppe Verdi compone 27 opere. La più famosa è La Traviata, ma Nabucco, Aida, Rigoletto, Il Trovatore, sono altrettanto importanti e gli aprono i teatri di tutto il mondo. Le sue opere sono raccontate e rappresentate al Museo Nazionale di Giuseppe Verdi a Villa Pallavicino, che si trova sempre a Busseto. Quando ci siamo stati noi, giugno 2021, il museo era ancora chiuso per le disposizioni covid.

Villa Verdi

Abbiamo avuto la fortuna di visitare questa grandiosa Villa in cui Verdi visse per cinquant’anni, a pochi Km da Busseto, nella frazione di Sant’Agata, comune di Villanova d’Arda, provincia di Piacenza. All’epoca Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla.

Un luogo magico, rimasto esattamente come un tempo. Ai tempi della nostra visita era ancora visitabile, ma successivamente (Dicembre 2023) è stata espropriata dagli eredi per destinarla a diverso uso ed evitarne il decadimento. Si attende quindi di capire quando potrà essere riaperta al pubblico.

Ma torniamo alla nostra visita e alla storia di questo luogo incantevole. Nel suo testamento Verdi lasciò disposizioni affinché tutto restasse conservato nello stesso modo dai suoi eredi, che però hanno sempre faticato a mantenere intatta la villa e l’immenso terreno di 8 ettari circostanti senza ricevere sovvenzioni statali.

Villa Verdi, esterno
Villa Verdi – esterno

Abbiamo prenotato una visita guidata e, per la modica cifra di 9 euro, ascoltato tutte le storie legate alla vita e alle opere nate tra queste mura. Qui Verdi visse insieme a Giuseppina Strepponi dal 1851 fino alla morte nel 1901.

Le loro stanze sono ancora al piano terra e non al piano nobile, come era di consuetudine, perchè Verdi amava uscire nel parco, per lavorare ai campi ma anche per pensare. La composizione avveniva soprattutto di notte, nella sua stanza, in cui ancora c’è letto, scrittoio e pianoforte, in quest’ordine, per accompagnare la sua creatività notturna. Di giorno contadino, di notte compositore.

Gli oggetti conservati in queste stanze raccontano tantissimo di lui e dei suoi viaggi. Ad esempio il baule che lui e Giuseppina portarono a San Pietroburgo. Il viaggio in carrozza durò due mesi, per una permanenza di sei mesi nella città russa, dove Verdi incontrò lo Zar. Il suo regalo, il set da scrittoio con calamaio, tempestato di oggetti preziosi, è esposto nella sua camera privata.

E ancora qui si intuisce lo spirito innovativo del Maestro: era uno a cui piaceva essere aggiornato.. dalla Russia importò anche la prima idea di riscaldamento centralizzato e tentò, anche se con poco successo, di installarlo a casa sua. Nella sua stanza c’è il famoso mezzobusto di terracotta intitolato Introspezione, in assoluto il più copiato. Opera di Vincenzo Gemito, uno scultore napoletano di appena 19 anni. E poi ancora il famoso cappello a cilindro di velluto con cui il pittore Giovanni Boldini lo ritrasse in una delle icone più famose del Maestro.

La guida esperta, vi racconterà anche gli aneddoti, come l’uccisione del pappagallo Lorito, avvenuta per sbaglio per mano del Maestro con un fucile da caccia.

Altre chicce di questo luogo: il parco e il lago a forma di chiave di violino, la collezione di carrozze conservate nel garage della casa, una per tutti gli usi.. assolutamente meravigliose. E poi ancora gli alberi, ci sono 100 specie di piante in questo parco, importate da tutto il mondo, anche dal Giappone.

carrozze, villa verdi
Carrozze, Villa Verdi

Nella casa sono conservate tutte le copie delle sue opere e e lettere che scriveva al suo amico Cavour, che ricordano il suo breve impegno politico in parlamento dal 1861 al 1865. Tutto racconta di questo grande personaggio, che si sentiva parte del popolo e non di un élite superiore. Visse qui nell’agio ma senza sfarzi, diede lavoro a tantissime persone, era molto abbiente ma non sperperò mai denaro. Le innovazioni che portò anche nelle coltivazioni e nella costruzione del suo giardino, dicono molto della sua mentalità aperta e pronta al cambiamento. Fu un eroe del Risorgimento Italiano, cittadino del mondo ma con i piedi ben saldi nella provincia.

Labirinto della Masone

A circa 20 Km da Busseto, in direzione di Parma, nelle campagne di Fontanellato, si trova il Labirinto più grande del mondo, composto da oltre 200.000 piante di bambù. E’ un’opera maestosa, aperta al pubblico nel 2015. Il fondatore è Franco Maria Ricci, editore, grafico e designer, recentemente scomparso e proprietario della rivista FMR.

Il labirinto nasce da una collaborazione tra Franco e l’amico Jorge Luis Borges, scrittore argentino, anche lui ossessionato dai labirinti e dalla mitologia. L’opera richiede 10 anni di progettazione e costruzione prima dell’apertura al pubblico. Ospita oltre 20 specie diverse di bambù ma soprattutto una collezione d’arte preziosissima, presentata all’interno di una mostra accessibile al primo piano dell’edificio principale. Franco Maria era un grande collezionista d’arte e nel museo è esposta la sua collezione che parte dal XVI secolo e arriva al Novecento. Ci potete trovare anche opere di Antonio Canova, Francesco Hayez, Antonio Ligabue, Gian Lorenzo Bernini e tanti altri. A fianco alla mostra permanente sono allestite la biblioteca e le mostre temporanee. In questo momento è attiva quella dedicata a “Umberto Eco, Franco Maria Ricci. LABIRINTI Storia di un segno”.

Il prezzo del biglietto: collezione permanente e visita al labirinto è di 18 euro. Un pò caro dal mio punto di vista. La visita va prenotata online (ci sono fasce orarie, il primo ingresso è alle 10.30)

Come uscire dal labirinto?

Non è per nulla difficile se hai in mano il depliant con la foto dall’alto del labirinto (si prende all’entrata). Ci vuole anche un pò di senso dell’orientamento, ma non è difficile. Noi abbiamo usato le vie brevi, il depliant appunto, perchè nostro figlio è un pò troppo piccolo per apprezzare lo spirito avventuriero di scoperta. Ma sicuramente prendersi un pò più di tempo e perchè no, perdersi all’interno, può avere il suo fascino. All’entrata ti lasciano un braccialetto con il numero di telefono da contattare se ti perdi. Noi l’abbiamo percorso in circa 35 minuti, senza fretta. Consiglio anche di salire sul Belvedere all’entrata prima di entrare nel labirinto.

Belvedere – Labirinto della Masone

Altro consiglio: guardate il film “C’è tempo”, regia di Walter Veltroni (2019), con Stefano Fresi. Ci sono delle belle scene ambientate nel labirinto.

Una passeggiata a Fontanellato

Una volta usciti dal labirinto, non potete fare a meno di visitare il borgo di Fontanellato e fermarvi in una delle osterie che si affacciano sulla splendida rocca medievale. Vi lascio qualche foto, noi abbiamo solo fatto una passeggiata ma la rocca è visitabile.

Dove dormire

Per il nostro week end abbiamo scelto di dormire a La Corte del Mulino, un residence sulla via Emilia molto strategico per la visita al Labirinto. Semplice ed economico. Per noi avere la cucina a disposizione è un plus! Non lo consiglio però se pensate di passare del tempo in hotel.. questo è solo un appoggio.

Sempre nella zona di Parma e Piacenza, se volete perdervi tra Borghi e Cantine, vi consiglio anche di fare tappa a Vigoleno e Castell’Arquato. Ne ho parlato qui:

Week end tra i borghi più belli dell’Emilia Romagna

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