Destinazione nella terra dell’Amarone, ma non solo. Siamo in Valpolicella, una zona collinare che precede le Prealpi veronesi e ospita nel suo territorio sette comuni in provincia di Verona. Famosa dai tempi dell’antica Roma per la vinicoltura e per la produzione del famoso Amarone, da un punto di vista architettonico questa zona è anche rinomata per la presenza di bellissime Ville Venete costruite tra il XV e XVII secolo, molte delle quali perfettamente conservate. Ne abbiamo visitata anche una, nel corso delle nostre visite: Villa Mosconi Bertani.

valpolicella
le vigne della Valpolicella

Ma veniamo alle cantine. Anche se le più famose sono Bertani, Masi, Tommasi e Bolla, ce ne sono tantissime altre, più “di nicchia”, che potrete visitare per una degustazione decisamente più informale. Noi preferiamo di gran lunga quelle meno commerciali e per questo segnaliamo quelle che abbiamo scelto nei vari week-end trascorsi in Valpolicella.

Tedeschi Wines

Siamo a Pedemonte di Valpolicella dove la cantina Tedeschi esiste dal 1630. Da sempre a gestione famigliare, Tedeschi produce dodici etichette (di cui un solo bianco) grazie a 48 ettari di terreni vitati per un totale di circa 500.000 bottiglie. Sono tre le tenute che producono i loro rosso, Ripasso e Amarone: Materningo, Fabrisera e Monte Olmi, che danno origine anche alle rispettive etichette. Le uve che ricorrono nella lavorazione sono sempre Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta.

Le 3 tenute Tedeschi

Tedeschi è il primo esempio di cantina soppalcata in cui ci è capitato di entrare: se decidete di fare la visita con degustazione (che vi consigliamo) avrete modo di ammirare quello che ho soprannominato l’IKEA delle cantine, dove le botte in rovere di slavonia sono disposte su più file da terra al soffitto, per non perdere neanche un centimetro di spazio. Valentina, la nostra gentilissima guida, ci ha anche mostrato la sperimentazione del nuovo processo di fermentazione delle uve in otri di ceramica, che però sta destando qualche perplessità all’enologo.

La degustazione si svolge nel loro shop e prevede l’assaggio di cinque vini, che poi per noi sono diventati sette.

Io e Vittoria nello shop

Si passa dal Nicalò, vino da pasto che può fare anche dieci anni in cantina, al San Rocco, il Ripasso che prende il nome dalla tecnica di cantina che prevede che il mosto sia ripassato sulle bucce dell’Amarone. Il Maternigo dà nome sia al Ripasso che all’Amarone e la sua composizione prevede un blend di uve Corvina, Corvinone e Rondinella. Tra i cinque Amaroni (Maternigo, Marne 180, Ansari, Fabrisera e Monte Olmi) il nostro preferito è stato il Monte Olmi, anche se abbiamo scelto di comprare due bottiglie di Marne 180, più economico ma dal gusto pieno.

Vini Tedeschi

Vigneti di Ettore

I vigneti di Ettore è un’azienda a conduzione familiare nata nel 2012 per volontà di Ettore, padre di Giampaolo e nonno di Gabriele, che oggi gestiscono l’attività. L’abbiamo scelta come tappa finale del nostro viaggio in Friuli nell’estate 2021 di cui ho parlato qui affidandoci alla Guida dei Migliori Vini d’Italia del Touring Club.

Le migliori esperienze in cantina per noi sono quelle a contatto con i produttori, che non affidano ad esterni nemmeno la degustazione. Oltre a raccontare la storia della cantina, sono appassionati del loro lavoro e trasmettono moltissimo del loro sapere, come in questo caso in cui Giampaolo ci ha fatto da Cicerone tra i suoi vini.

Cantina de I Vigneti di Ettore

L’azienda si compone di 15 ettari vitati, suddivisi in quattro appezzamenti nella zona di Negrar per una produzione di circa 80.000 bottiglie all’anno. Giampaolo ci ha accompagnato in una bellissima degustazione dedicandoci ben due ore del suo tempo nel cortile del suo casale. Casale che, oltre alla cantina e il panorama sulle vigne, ospita anche il B&B Criobe, che ha quattro camere e una bella piscina che si affaccia sulle vigne. Nic, nostro figlio che all’epoca aveva due anni e mezzo, è stato bravissimo e ci ha concesso una degustazione quasi rilassante.

Giampaolo in cantina

Sotto il portico del suo casale, Giampaolo ci ha fatto provare alcuni dei prodotti di punta della cantina tra cui il suo Valpolicella Superiore Doc del 2018, l’IGT Doline del 2015, l’ottimo Ripasso Doc del 2018 ed infine l’Amarone 2012, non ancora disponibile in commercio all’epoca della nostra visita, ma assolutamente sublime al palato (oggi si trova anche su Tannico).

Gabri e Nic pronti all’assaggi

Tenuta Santa Maria

Si tratta della cantina della Villa settecentesca dei conti Mosconi, oggi di proprietà di Gaetano Bertani. Un posto unico, ad Arbizzano di Negrar, dove la visita alla cantina è preceduta da quella alla Villa-museo che oggi è adibita a eventi e feste private. Sicuramente la cantina meno informale tra quelle che abbiamo visitato. Nel nostro gruppo eravamo circa 25.

villa mosconi bertani
Villa Mosconi Bertani

Prenotate online la degustazione e trascorrerete un paio d’ore in un bel posto. Sentirete parlare inglese, il che non guasta. Il pezzo forte della Villa, oltre al verdeggiante parco e il lago privato, è la sala delle Muse, un gioiello palladiano, oggi affittata per eventi privati.

Qui si producono i classici Valpolicella, Ripasso e Amarone ricavati dalle uve autoctone: rondinella, corvina, corvinone, oseleta. Una delle particolarità è che qui si usano utilizzano ancora i vecchi graticci di bambù per l’appassimento delle uve dell’Amarone.

La visita prevede anche una degustazione di 5 vini per 24 euro. Per la cronaca, il loro Ripasso ci è piaciuto più dell’Amarone. I bimbi sono ben accetti in cantina!

bimbi nella sala degustazione

La nostra lista di consigli si ferma qui, per ora. Seguiranno sicuramente altri suggerimenti nei prossimi mesi! Stay tuned!

Vuoi condividere l'articolo?

Ti potrebbe piacere: