Cosa fare in Irlanda in due settimane? Vi raccontiamo il nostro itinerario di viaggio on the road, le cose da vedere, i pub più belli, ma anche le disavventure che possono capitare quando viaggi in auto con la guida invertita e sotto la pioggia battente. Un paese unico che amiamo e in cui torneremmo altre mille volte . Il primo vero #inviaggioconnic, anche se Nic era ancora un fagiolino nella mia pancia di 15 settimane. Per me è stata la prova che viaggiare in gravidanza, non solo si può, ma è anche più bello.

Perché l’Irlanda?

Per tante ragioni.. in primo luogo perché è vicina all’Italia, i voli sono abbastanza economici e soprattutto sono diretti (noi abbiamo viaggiato con Air Lingus da Bologna a Dublino), in circa tre ore sei a destinazione. E poi perché l’atmosfera è magica e bucolica. La natura circonda ogni angolo del paese, restituendo pace e tranquillità solo alla vista, gli animali fanno sempre parte del panorama, i pub sono numerosissimi ed è un’esperienza unica viverli e provare le buonissime draft beer (birre alla spina), la musica dal vivo scalda anche le strade cittadine e la gente è davvero molto ospitale. Quindi quale può essere la nota dolente del viaggio? Il clima, bisogna essere molto fortunati. Viaggiando in agosto, abbiamo preso tantissima pioggia e anche un po’ di freddo. Ma è stato un caso, non è sempre così. Malgrado ciò abbiamo tenuto fede al nostro programma iniziale (a parte la visita alle Isole Aran).

Il tour

Prima di partite ci piace definire le tappe principali dei nostri tour, non amiamo improvvisare, soprattutto per quanto riguarda la scelta dell’hotel. La programmazione di un viaggio si traduce in un file excel dove segniamo in riga i giorni a disposizione, le tappe ipotetiche di ogni giornata e gli hotel in cui alloggeremo. Quello che succede tra una tappa e l’altra ce lo inventiamo lì per lì o ce lo facciamo suggerire dalla Lonely Planet.

Questo il nostro tour dell’Irlanda in 15 giorni. Ometterò davvero pochi dettagli e quindi lo dividerò in due parti che potete anche prendere come due itinerari diversi da dividere in 7 giorni ciascuno, il Nord e Sud. Per il Nord (da Dublino a Galway) continua a leggere l’articolo, per il Sud invece vai al post Da Galway a Dublino: itinerario in 7 giorni

Il nostro itinerario completo in dettaglio

Tappa 1: Dublino

Passiamo subito dai 40 gradi bolognesi agli 11 di Dublino. Un bel benvenuto! Ma basta non stupirsi troppo, lo sapevamo e quindi il freddo e il vento non ci abbattono.. il bagaglio a mano è già attrezzato con una giacca a vento. Siamo con due amici, Annalisa e Ivan, che condividono con noi il volo di andata e ritorno.. e alcune tappe. Viaggeremo separati ma ci incontreremo durante il percorso. E’ un bel modo per confrontarsi sul tragitto (cosa vale e non vale la pena fare), fare una rimpatriata nel mezzo e preservare l’idea di condividere il percorso in coppia. Viaggiare con amici è sicuramente bello, ma devi trovarti sempre in accordo sui tempi e le cose da vedere, non tutti hanno gli stessi ritmi e soprattutto gli stessi gusti, specie se si è in coppia. 

Torniamo a Dublino: trovare un hotel a buon prezzo a Dublino che sia anche centrale, non è cosa semplice. Grazie ad Annalisa che ha fatto ampi studi prima, abbiamo prenotato al Destiny Student Hotel New Mill , una residenza per studenti abbastanza nuova ma anche un po’ trascurata. La posizione è ottima per visitare la città, siamo a 10 minuti a piedi da Temple Bar.

Temple Bar, Dublino

Abbiamo solo un paio di giorni a Dublino, quindi il giorno dopo l’arrivo ci dedichiamo ad una visita del centro con un Free Walking Tour, anche questa volta l’idea è di Annalisa. La guida si chiama Peter ed è molto simpatica. In 3h ci dà un’ottima infarinatura della città. Per approfondire è possibile acquistare altri tour individuali. La formula è interessante, paghi solo la mancia che vuoi lasciare alla guida, liberamente, alla fine del tour. Le guide sono quindi studenti o volontari che hanno trovato un buon modo di arrotondare. Il simpatico Peter ci porta a vedere il Trinity College, la variopinta Temple Bar con i suoi fiori e i suoi pub, il Castello di Dublino, Christianchurch e St. Patrick, le due cattedrali principali. Non entriamo all’interno ma abbiamo una bella panoramica dei luoghi.

L’indomani torniamo al Trinity College. Vediamo il famoso libro di Kells, il manoscritto miniato dell’800 che contiene i quattro vangeli, qui conservato e la biblioteca, un posto incredibile.. ho sempre amato le biblioteche, sono luoghi affascinanti che custodiscono la storia vera. Questa è del 1712 ed è la più vecchia di Irlanda, non so quanto avrei dato essere lì tra i banchi studio, sola con un libro, circondata da studiosi invece che da turisti, a leggere aspirando l’odore acro del legno antico e della polvere sui volumi.

Biblioteca del Trinity College a Dublino
Biblioteca del Trinity College – Dublino

A Dublino abbiamo provato anche l’emozione di bere la prima Guinness in un pub di Temple Bar e cenare con hamburger e la mia favorita “soup of the day”, che ho provato una decina di volte. Ahimè .. devo ammettere che durante il viaggio avrò bevuto mezza birra in tutto (se ricordate ero in dolce attesa) ma ho anche avuto modo di apprezzare ottime birre analcoliche che sembrano quasi vere.. non come quelle commerciali che ti propongono qui in Italia. Avevo già visto Dublino ma questa volta mi è piaciuta molto di più. Ci torneremo per l’ultima notte prima di prendere il volo di ritorno.

Tappa 2: Carlingford

Ci dirigiamo verso Nord e facciamo tappa a Carlingford, località costiera a pochi km dal confine con l’Irlanda del Nord. L’abbiamo scelta come tappa del nostro tour per vedere il Festival delle Ostriche, una delle tipiche feste di paese che arricchiscono il calendario agostano irlandese. Nei nostri viaggi ci è sempre piaciuto cercare le sagre di paese perché, un po’ come da noi, è proprio durante queste feste che si viene a contatto con la civiltà locale. Beh, in realtà noi questa festa proprio non l’abbiamo vista, però la casualità ha voluto che finissimo in uno dei luoghi più affascinanti della nostra vacanza. Abbiamo soggiornato al B&B Mountain View, a qualche Km dal piccolo centro della città, una specie di oasi con la vista mare anche dalla camera da letto. Stanza tipica irish, molto pulita, ordinata e profumata. Siamo nella casa del proprietario, di cui non ricordo il nome, che vive diversi mesi all’anno sull’Isola di San Pietro, in Sardegna, insieme al figlio Luca di cinque anni. Consumiamo qui la prima vera colazione irlandese, servita nel soggiorno della casa insieme agli altri ospiti (per fortuna molto pochi e riservati). Adoriamo il fatto che i turisti qui siano silenziosi come noi.  Una visita breve ma posso dire che questo posto ci è rimasto nel cuore. Cinque pub in città per un centinaio di abitanti in tutto. Che spettacolo l’Irlanda!

Carlingford

Tappa 3: Belfast

Dopo il paesino, torniamo nella grande città e subito le complicazioni si fanno sentire, soprattutto per la ricerca del parcheggio.  Viaggiamo su una “scatoletta” un po’ sfigata, piccola e rigida, scomoda sia per il passeggero che per il guidatore. Ci rifilano una mezza ciofeca all’autonoleggio in aeroporto a Dublino, ovvero una macchina di una classe inferiore a quella che avevamo prenotato dall’Italia. Ci fa strano immergerci di nuovo nella civiltà anche solo dopo una notte in mezzo al niente, circondati dal mare, dai campi e dagli animali ai bordi delle strade… avremmo preferito continuare a respirare la stessa atmosfera di relax.  Soprattutto perché giriamo un’ora per trovare parcheggio e alla fine scegliamo un centro commerciale neanche troppo vicino all’hotel dove soggiorniamo il John Bell House. Impariamo però presto ad apprezzare Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord e la città industriale più importante d’Europa grazie all’industria navale. In due giorni facciamo un sacco di Km a piedi a la viviamo a pieno per quanto ancora il tempo non sia dalla nostra parte. E’ in arrivo un articolo in cui parlo delle 4 cose da vedere a Belfast!

Quartiere Murals – Belfast

Tappa 4: Giant’s Causway – Bushmills – Moville

Lasciamo Belfast con la nostra scatoletta diretti a Nord in direzione Giant’s Causway (in italiano “Il selciato del gigante”), la famosa costa dalle rocce a forma esagonale, l’unico sito ad essere riconosciuto Patrimonio dell’Unesco in Irlanda. La conformazione del terreno e le 40.000 rocce esagonali che caratterizzano questa parte di costa sono di origine vulcanica e hanno ispirato molte leggende. Il sito è turistico e molto organizzato, il tempo non è favorevole, piove a tratti, com’ è normale qui in Irlanda. Dal visitor center partono diversi sentieri per le Giant’s di diversa lunghezza e intensità. Noi scegliamo un percorso breve, io non riesco a camminare a lungo perché mi affatico in fretta, come è normale nei primi mesi di gravidanza. E’ difficile fare delle foto senza la folla, bisognerebbe arrivare molto presto, ma non soggiornando nelle vicinanze abbiamo fatto il possibile.

Tappa successiva: la famosa distilleria di Bushmills, dove producono ancora come da tradizione il più vecchio whiskey al mondo. L’etichetta non mente e parla di 1608 come data di concessione della licenza reale per distillare whiskey. Ci fa stranissimo apprendere come una fabbrica così piccola e anche apparentemente poco tecnologica, produca milioni di bottiglie l’anno da esportare in tutto il mondo. Facciamo una visita guidata prenotata direttamente sul posto, con degustazione finale di quattro tipi di whiskey nel bar della distilleria. Io non amo il whiskey ma per il mio compagno di viaggio questa è stata la tappa migliore.

Dormiamo a 12 Km da Moville, in un B&B in terra di confine tra Irlanda del Nord e la Repubblica di Irlanda, nella contea di Donegal. Non memorabile, soprattutto perché siamo in mezzo al niente e c’è un tempo da lupi. Ogni volta che ci fermiamo a dormire troppo lontano da un centro, a meno che la location non abbia qualcosa di particolare (come a Carlingford), ci pentiamo. Di Moville però ci ricordiamo bene il Ristorante Rosato’s in cui abbiamo cenato.

Non vi viene voglia di essere lì dentro solo a guardare questa foto?

Rosato’s Restaurant – Moville

Tappa 5: Sligo

Dopo circa 2 h di macchina (prendiamo la R328 che attraversa il Donegal senza passare dalla costa) approdiamo in una delle cittadine che ci è piaciuta di più di tutto il tour, ovviamente la pioggia ci segue ma penso anche di aver bisogno di quella temperatura per mantenere alta la pressione. In Italia nel frattempo si muore di caldo.

Arriviamo subito al B&B Pearse Lodge, che ci era stato consigliato da amici, e ci innamoriamo subito.

E’ più stile albergo ma con poche camere, molto pulite e ben attrezzate e una splendida veranda dove abbiamo gustato la migliore colazione del viaggio. Il proprietario è super accogliente e ci spiega tutto sulla città che iniziamo ad esplorare a piedi. Il bello (o il brutto) delle cittadine irlandesi è che sono molto simili tra loro.

Case basse e colorate, poche strade, fiori ovunque che anche nelle giornate più cupe come questa danno sempre un tocco di allegria al panorama. Ci godiamo un pranzo frugale in pub. Adoriamo mangiare nei pub: sono economici e il cibo è sempre spaziale. In più la birra è ottima e le location bellissime. Anche quando siamo a casa a Bologna ci piace ogni tanto andare nei pub irlandesi del centro, anche se l’atmosfera non è la stessa perché ci sono gli italiani. Bisognerebbe venire in Irlanda solo per fare il tour dei pub. La cena è presso Hardagons, un pub ovviamente, consigliato dal proprietario del B&B. Io prendo la leggendaria soup of the day (che è sempre il primo piatto del menù e non costa mai più di 6-7 euro), mentre Gabriel le cosce di pollo con una salsa barbeque. Peccato non aver fatto foto.. dopo cena ci infiliamo in un altro pub, il Thomas Connelly, il più vecchio della città. Dire che è bello è poco!

Tappa 6: Galway

Da Sligo partiamo al mattino (a malincuore) in direzione Connemara, con tappa a Westport dove re-incontriamo Annalisa e Ivan che nel frattempo avevano viaggiato in direzione contraria alla nostra, a Sud, ed erano ora diretti verso Nord. Prendiamo letteralmente delle secchiate di acqua durante il viaggio.. è davvero complicato guidare in queste condizioni climatiche anche perché in Irlanda ci sono dei limiti di velocità molto alti e quindi le macchine sfrecciano anche nei centri abitati. Pioggia battente significa anche perdere il panorama caratterizzato da fiordi e fiumi e pecore in ogni dove, volevamo vedere un pezzo di costa prima di arrivare a Galway ma abbiamo allungato l’itinerario per niente.  Dopo una bella chiacchiera dove ci scambiamo tante idee per le tappe successive e un pranzo insieme ai nostri amici, partiamo alla volta di Galway. Avevo prenotato su Airbnb una specie di appartamento / chalet misto sgabuzzino a qualche Km dal centro. Non so se ve lo consiglio >> (clicca qui). I prezzi in questa cittadina sono abbastanza proibitivi e dato che volevamo fermarci tre giorni cercavamo una cucina a disposizione per mangiare più sano.

Tratto costiero Atlantic Way
Tratto costiero sulla Atlantic Way

Il giorno decidiamo di fare una escursione verso nord percorrendo la Wild Atlantic Way, un tratto di costa segnalato dalla guida che, se non fosse per il tempo ballerino, ci saremmo goduti molto di più. Nubi e sole si alternano velocemente e conquistare una foto con la giusta luce è abbastanza un’impresa. Ci fermiamo a Spiddal, un paesino sulla costa famoso per il suo Arts & Craft market, il coloratissimo Ceardlann Village, un piccolo borgo di artigiani locali che vendono nelle loro botteghe gioielli celtici, quadri, oggettistica e lana. Resisto allo shopping compulsivo tipico delle mie vacanze perché penso che poi non saprei dove mettere quelle cose in casa.

Ceardlann Village di Spiddal

La visita di Galway purtroppo è ancora all’insegna del pessimo tempo. Riusciamo a vedere la città di corsa sotto la pioggia e un vento molto fastidioso. Dall’Italia abbiamo notizie di giornate belle e afose, mentre qui siamo quasi in mezzo alla bufera.. Galway è una chicca, molto viva e colorata, più delle altre città che abbiamo visto. La strada del corso ricorda un po’ Amsterdam, pullula di gente, la musica dal vivo esce da ogni angolo. Si respira serenità e non immagino pensare cosa possa essere questo posto col sole. E’ la prima volta però che ci capita di aspettare che spiova ritirandoci dentro un pub per più di due ore. Per fortuna che ci sono i pub!!

Tappe successive: Il sud

Si chiude a Galway la prima parte del viaggio, durata circa 8 giorni. Lascio il racconto delle tappe successive dell’itinerario ad un articolo separato –> Da Galway a Dublino: itinerario in 7 giorni

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