Vi racconto il nostro weekend lungo alla scoperta di alcuni luoghi nei pressi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Un itinerario per certi versi alternativo pensato con tappe a misura di famiglia con bimbo di due anni. Partiamo dalla visita in cantina, che è sempre in cima alla nostra lista dei posti da vivere per scoprire un territorio.

Ponte del 2 giugno 2021, con un pò di tempo a disposizione per rilassarci ma soprattutto per scoprire posti nuovi anche se siamo a pochi Km da casa. Partiamo da Bologna il sabato pomeriggio per evitare la coda in A14 verso il mare – partenza “intelligente” si dice da queste parti, e infatti il viaggio scorre liscio e in circa un’ora arriviamo a destinazione: Cantina Nicolucci di Predappio (FC)

Visita alla Cantina Nicolucci (Predappio)

Avevamo già prenotato la visita in cantina qualche giorno prima. E’ in corso Cantine Aperte, una manifestazione vinicola nazionale a cui partecipano diverse cantine del territorio. L’enologo di casa aveva già sentito parlare di questa azienda famosa per il Predappio di Predappio – Vigna del Generale, uno dei sangiovesi più pregiati in Emilia Romagna. Ci colpisce subito l’atmosfera e l’ospitalità dei proprietari e del personale. Si vede che siamo in Romagna, terra in cui è stata coniata la parola “accoglienza”. Cantine più semplici rispetto alla limitrofa Toscana, ma non di minor qualità dei vini. Sarà perchè sono romagnola, ma in luoghi così non puoi non sentirti a casa.

Se vuoi conoscere la nostra esperienza alla Cantina Nicolucci, dai un’occhiata all’articolo

Fermata a Predappio in una delle migliori cantine della Romagna

Soggiornare alla Locanda la Campanara

Voglio dare alla Campanara (qui il sito), la dignità di una “tappa” perchè questa locanda-osteria è uno spettacolo e la consiglio come base per far visita al parco. E’ molto comoda per raggiungere il Lago di Ridracoli e le cascate dell’Acquacheta, ma per Campigna basta allungarsi un po’. Mi è stata suggerita da un amico che ama viaggiare (e io mi fido sempre molto dei consigli dei viaggiatori). E non ha deluso le nostre aspettative. Si trova nel piccolo borgo medievale di Pianetto, frazione di Galeata (FC), ai piedi del campanile dell’Architetto Ammannati.

Creazione dei coniugi Alessandra Bazzocchi e Roberto Casamenti, ex maestra ed ex geometra convertiti nel 2005 in ristoratori prima e albergatori poi, vantano diversi riconoscimenti. Ispirata ai principi di Slow Food, la loro cucina nel 2019 ha vinto il premio Big Gourmant ovvero la faccia sorridente della Guida Michelin. L’apertura di questa locanda ha consentito al piccolo borgo di Pianetto (70 anime) di salvarsi dalla rovina.

D’estate la bellissima veranda accoglie diversi tavoli e le stanze, per chi come noi ha deciso di soggiornare, sono tutte curate al dettaglio. Sono state ricavate dalla struttura quattrocentesca adiacente all’osteria. Noi abbiamo soggiornato due notti: la prima nella piccola stanza Due Cuori, perchè non c’era posto nelle altre e la seconda notte nel Monolocale con vista piscina e colline.. Una chicca di miniappartamento in stile country dotato di tutto il necessario per un soggiorno in pieno relax.

Ma quello che ci ha colpito di più in assoluto è sicuramente il cibo. Per due sere e due colazioni sopraffine, abbiamo provato diverse specialità. Tra l’altro sul sito della locanda è possibile anche acquistare piatti con consegna a domicilio per chi vive in zona. Noi abbiamo provato i passatelli asciutti, strgoli e pancetta di mora, il tortello alla lastra con patate e zucca (una sorta di crescione farcito molto delicato servito con la giardiniera prodotta da loro), le polpette vegetariane servite su una velluttata di zucchine (ottime!) e le patate al forno. Anche la carta dei vini è ricca di proposte locali di qualità. La seconda sera invece abbiamo testato il cartoccio di polpettine a scottadito di razza bovina romagnola (con la ricetta segreta di nonna Gina), lo spezzatino con i piselli e le tartare miste con insalata.

Non abbiamo preso i dolci ma ci siamo ampiamente rifatti al mattino con tutte le specialità fatte in casa da Susi, la pasticciera che lavora in Locanda e serve direttamente le colazioni nella caratteristica sala al piano terra. Il banco della cucina è assolutamente affascinante.

Questo posto è bello perchè sembra davvero di essere a casa della nonna, con le cuoche tirano la sfoglia all’interno dello stesso locale in cui gli ospiti fanno colazione. Questo rimarrà uno dei nostri posti del cuore e sicuramente ci torneremo.

Una gita in battello al Lago di Ridracoli

Lago di Ridracoli

La domenica è dedicata interamente alla visita con battello al Lago di Ridracoli (durata circa 45 minuti), che parte ogni ora dal bar a fianco alla diga. Lasciamo la locanda verso le 9:30, arriviamo al pelo perchè non avevamo considerato bene i tempi tecnici.

C’è fila in biglietteria e, per arrivare alla diga e prendere il battello, bisogna camminare 2 km in salita o in alternativa prendere una delle navette a disposizione. Consiglio di comprare i biglietti online alla modica cifra di 4 € a testa – i bambini sotto i 12 anni non pagano.

Noi abbiamo preso la navetta. Il lago è un luogo super adatto per famiglie e volendo è possibile fermarsi al Rifugio Ca’ di Sopra, da cui parte un sentiero semplice che arriva alla diga.

Diga di Ridracoli

Idro Ecomuseo

Noi però abbiamo scelto di saltare il breve trekking per visitare l’Idro Ecomuseo. Compreso nel costo del biglietto, questo museo è dedicato alla storia della diga e del lago e all’educazione civica sull’utilizzo dell’acqua. La struttura è molto scenica e l’abbiamo trovato completamente deserto anche se al vicino Lago c’era un discreto affollamento.Sul battello la guida ci racconta la storia di questo lago artificiale.

Costruito nel l 1982, oggi conta ben 33 milioni di metri cubi d’acqua (33 miliardi di litri!) che servono 52 comuni della Romagna. Il lago e la diga sono infatti gestiti da Romagna Acque. Ridracoli è chiamata anche l’Acquedotto della Romagna.

La diga è imponente: alta 103 metri e larga 36 m, ha un lungo camminamento largo 10 metri che sovrasta il lungo arco a schiena d’asino. Un’opera ingegneristica notevole, che lambisce questo grande lago in cui confluisce il fiume Bidente. Impressionante il fatto che possa essere svuotato in 48 h in caso di problemi.

Per sapere tutto sulla storia di Ridracoli e sul Museo, vi lascio qualche riferimento

e una piccola chiccha: il video della canzone di Vasco ambientato proprio alla Diga di Ridracoli, girato nel 2014. Ve lo riporto qui

Come vorrei – Vasco Rossi

Una passeggiata a Santa Sofia

Nel nostro breve tour abbiamo dedicato anche un paio d’ore alla visita di Santa Sofia, un paesino molto grazioso dell’Appennino forlivese che sorge sulle sponde del fiume Bidente. E’ il classico posto dove soggiornare in estate in tranquillità, molto simile a Bagno di Romagna, ma senza terme.

Molto caratteristico il parco fluviale che lambisce il fiume, caratterizzato da sculture e installazioni di vari artisti locali. Consiglio una tappa nel paese e se avete tempo, prenotate un tavolo alla Trattoria Ramà, i cui tavoli arrivano a pochi metri dal fiume.

Santa Sofia e Trattoria Ramà

Un trekking al Lago di Poggiobaldi

Ultima tappa del nostro week end di relax. Scegliamo il Lago di Poggiobaldi, anche questo consigliatomi da un’amica guida turistica, per un’escursione dei paraggi di Galeata adatta anche ai bambini.

Lago di Poggiobaldi

Il Sentiero Natura parte dal paese di Corniolo (FC), proprio all’imbocco della salita per raggiungere il piccolo centro. In alternativa si può accorciare il percorso parcheggiando a un Km da Corniolo, di fronte alla frana. E’ stata proprio la frana del 2010 a originare lo sbarramento sul Bidente che ha dato origine al lago e alla sommersione di numerosi alberi che ora sbucano dall’acqua creando uno scenario davvero particolare.

Il Sentiero è nato solo nel 2019 proprio per consentire l’accesso a questo spettacolo naturale, con una passeggiata di media difficoltà che circonda il lago. Il nostro bimbo di due anni ci ha seguito in spalla, ma il sentiero è accessibile a bambini un pò più grandi senza difficoltà.

Abbiamo avuto la fortuna di visitarlo in completa solitudine e silenzio. Forse è ancora poco conosciuto, suggerisco quindi di andarci in un giorno infrasettimanale. Come da tradizione avevamo con noi il pranzo al sacco. Lungo il sentiero non ci sono ristori quindi è bene munirsi di acqua nei periodi caldi, se si intende trascorrere qualche ora nel bosco.

Gnomi al Lago di Poggiobaldi

Finisce qui il nostro week end di relax nelle foreste casentinesi. Abbiamo tantissime altre cose da vedere qui la prossima volta. Andremo sicuramente a camminare a Campigna e faremo tappa al famoso Eremo di Camaldoli, uno dei luoghi delle mie gite d’infanzia. Alle Cascate dell’Acquacheta, invece, andremo quando Niccolò sarà un pò più grande per goderci meglio il trekking.

Altre ispirazioni

Se volete trarre qualche altra ispirazione per i vostri week end in Emilia Romagna vi lascio le mie guide più recenti

Week end tra i borghi più belli dell’Emilia Romagna (con visita a Vigoleno e Castell’Arquato, nel Parmense)

Rimini con bambini: consigli utili (la mia piccola pocket guide sulle 7 cose da fare con bambini a Rimini)

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