Il racconto del nostro viaggio agostano percorrendo un itinerario di nicchia in Friuli Venezia Giulia. Una regione piccola ma concentrata dove natura, città, montagne, mare, borghi e aziende vinicole si alternato nel raggio di pochi kilometri. Meta “alternativa” scelta anche per evitare il turismo di massa che ha popolato l’Italia nei due anni segnati dalla pandemia. Una regione facile da girare e adatta al nostro itinerario progettato per non farci mancare nessuna esperienza. In questo articolo troverete il nostro bignami personale sul Friuli Venezia Giulia, cosa vedere in 10 giorni. Itinerario testato anche dal nostro Nic di due anni e mezzo quindi adatto anche ai bambini.

Palmanova

Partiamo all’alba da Bologna per raggiungere Palmanova dopo circa due ore e mezza. E’ il 3 agosto ma l’autostrada è quasi del tutto libera (e già siamo felici). Palmanova è l’unico esempio di città fondazione ancora intatta nella propria forma di stella a nove punte. Uno dei più importanti modelli di architettura militare in età moderna. E’ una struttura fortificata con tre porte di accesso e tre cerchie difensive. Per godere a pieno della sua forma bisognerebbe prendere un aereo e vederla dall’alto, ma basta aprire Google Maps per rendersene conto. Se capitate però per l’evento “Pasquetta dei Bastioni” (nel giorno di pasquetta appunto), potrete salire su una mongolfiera per godervi la città dall’alto.

Palmanova, Piazza Grande

Palmanova fu costruita dalla Repubblica di Venezia nel 1593 con l’obiettivo di difendersi dagli austriaci e dai i turchi. Dal 2017 è inserita nella lista dei patrimoni mondiali dell’UNESCO (53°sito in italia) e dal 2018 è anche uno del Borghi più Belli d’Italia. All’ufficio turistico in Borgo Udine n.4, troverete una pianta della città e tutte le informazioni sui siti di interesse. Bastano poche ore per visitarla.

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Fuori dalle mura di Palmanova

Noi siamo partiti dalla famosa “Caffetteria Torinese” che si trova nell’immensa Piazza Grande. Per la nostra prima colazione della vacanza non a caso abbiamo scelto il “Miglior Bar d’Italia”, titolo conferito due volte dalla Guida del Gambero Rosso nel 2011 e 2014. Tutto viene preparato in casa, noi abbiamo scelto una colazione classica a base di pan brioche e cappuccino (ottimi), ma abbiamo visto passare piatti completi molto invitanti. Accanto alla Caffetteria c’è il Duomo del 1615, che merita una visita, così come è da fare una passeggiata lungo i bastioni (non adatta ai passeggini) per ammirare la città da una prospettiva diversa.

La città è pulita e curata. Si respira anche un certo rigore, sembra davvero una città europea.

Venzone

Lasciamo Palmanova e ci dirigiamo verso Nord per visitare il “Borgo dei Borghi”, quello più Bello d’Italia, Venzone. Dico la verità, di borghi più belli di questo ne abbiamo visti tanti, ma Venzone ha un fascino particolare per la sua posizione strategica (sin dall’epoca romanica) e il panorama che lo circonda:  incastonato tra le montagne e lambito dal fiume Tagliamento, questo paese è stato perfettamente ricostruito dopo il terremoto del Friuli del 1976.

Sotto al portico del Palazzo Comunale in Piazza del Municipio, potrete ammirare una ricostruzione fotografica molto fedele di com’era il paese prima e dopo il terremoto. Venzone è anche una delle otto tappe della famosa Ciclovia dell’Alpe Adria, che congiunge Salisburgo a Grado. Un percorso in bicicletta di 415 Km, percorribili in 30 h, adatto a tutte le età. Ce ne accorgiamo alla Locanda al Municipio, dove ci fermiamo per pranzo. Un ristorante meta di ciclisti che convergono qui per una sosta grazie alla possibilità di far entrare la bicicletta nel cortile e pranzare “tenendola d’occhio”. Tra l’altro si mangia anche molto bene: noi abbiamo testato gli Gnocchi alla Valligiana, con funghi, speck e panna.

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Negozio di lavanda a Venzone

Un’altra caratteristica di Venzone è il profumo di lavanda, che esce dai negozi del centro specializzati nella vendita di saponi, candele e altri accessori. Una tappa imperdibile se passate dal Friuli.

Sutrio e Monte Zoncolan

Scegliamo il paese di Sutrio, nelle Alpi Carniche, come base per “rilassarci” in montagna. Questa zona è sicuramente poco nota, lo è di più per austriaci e sloveni che vengono da queste parti per godere delle bellissime piste da sci che offre il Monte Zoncolan. Noi emiliani prediligiamo il Trentino. Ma le Dolomiti arrivano fino a qui e sono delimitate dalla valle del Tagliamento, il lunghissimo fiume lungo 170 Km che divide in due il Friuli.

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Sutrio

Tra le tappe più toste del giro d’Italia, il Monte Zoncolan ha molto da offrire e non solo ai ciclisti. Il secondo giorno di viaggio lo dedichiamo quasi interamente a questa montagna. Scegliamo il Rifugio Tamai come base di partenza per percorrere uno dei tre sentieri che propongono nel magazine che distribuiscono gratuitamente a chi si iscrive alla newsletter. Trovo l’idea di Futura e Suan, i proprietari, molto interessante e il loro modo di comunicare decisamente distintivo. Una gestione attenta dell’esperienza dei visitatori, che non si ferma solo al rifugio ma si estende anche al territorio circostante, per fare in modo che la permanenza sia piacevole da tutti i punti di vista.

Ho dedicato un post sul mio profilo Instagram alla nostra visita.

Da provare assolutamente anche perchè all’arrivo al rifugio, due alpaca (uno bianco e uno nero) danno il benvenuto ai turisti. La struttura del rifugio sembra disegnata da un bambino, con il suo tetto spiovente, porta e finestre. All’esterno è allestita una piscina e delle sedie sdraio di legno. L’interno è molto accogliente e arredato con gusto: la stufa a pellet al centro (accesa in agosto), le panche di legno intagliate a mano, vecchi sci appesi alle pareti e illuminazione moderna. Si mangia divinamente, oltretutto.

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Noi e gli alpaca

Prima di dedicarci alla cucina, dopo aver assaggiato l’ottima crostata di ricotta, scegliamo di fare il percorso “Tra pascoli e Mirtilli”, di circa 3,5Km che parte dal rifugio e si ricongiunge al rifugio stesso, in mezzo alle montagne e piste da sci, tra la natura dei mughi, mirtilli e laghetti. Uno spettacolo. La giornata è piovosa e forse per questo non incontriamo nessuno. Siamo soli, non possiamo godere della vista delle montagne intorno ma l’atmosfera è magica. Il sentiero è ben segnalato da cartelli tematici che raccontano i luoghi che si stanno attraversando. Assolutamente consigliato. Così come fermarsi poi al rifugio e testare per pranzo una delle specialità locali proposte dal menù. Noi abbiamo provato gli cjarsons (ravioli di patate ripieni di erbe e spezie dolci) e il famoso frico, la frittata di formaggio Montasio (DOP), cipolle e patate, servito con polenta.

Dove dormire a Sutrio, Alpi Carniche.

Siamo stati in uno degli appartamenti sopra alla famosa Osteria del Marangon di Sutrio. Comodo, supermercato a due passi, posto auto sotto casa e pub (non troppo chiassoso) al piano terra. Lo consiglio. A Sutrio, per i bimbi, ci sono anche i parchi e la Fattoria Diffusa per vedere animali in vari punti della città.

San Daniele del Friuli

Il terzo giorno lo dedichiamo alla visita di San Daniele del Friuli, località nota per la produzione del famoso prosciutto. Siamo a circa 50 Km a Sud da Sutrio in direzione Udine, lungo a strada che lambisce le rive del fiume Tagliamento. Il percorso è suggestivo ma pieno di curve.

A San Daniele ci sono 31 prosciuttifici che fanno parte del Consorzio del Prosciutto San Daniele. Il disciplinare detta i principi per il mantenimento della Denominazione di Origine Protetta ottenuta dal San Daniele nel 1996. In questa zona però si stagiona prosciutto sin dall’epoca dei Celti e poi dei romani. Si narra che nel 1547 durante il Concilio di Trento, arrivò da San Daniele un importante numero di prosciutti, considerati cibo prelibato.

La nostra intenzione era fare una visita guidata in uno dei prosciuttifici ed avevo prenotato allo IE (Dok Dall’Ava) per il giorno successivo. Ma per via delle previsioni metereologiche un po’ avverse in montagna, abbiamo deciso di anticipare in modo da goderci una bella escursione il giorno successivo. Pensavo fosse abbastanza semplice trovare un prosciuttificio disposto a farci fare una visita, ma scopro con stupore che le visite last minute sono praticamente bandite (in agosto). La maggior parte dei prosciuttifici che le organizzano gestiscono anche ristoranti e spacci privati, come il Prosciuttificio Bagatto, dove ci siamo fermati per pranzo.

Il prosciutto era eccezionale, ma non altrettanto lo è stata la disponibilità dei gestori ad aprirci le porte dell’azienda. Per tre volte mi è stato detto di chiamare più tardi perché erano troppo impegnati. Quindi poi ci è passata la voglia di chiedere. Nemmeno il Consorzio del Prosciuttificio e l’Info Point in centro a San Daniele sono riusciti a prenotarci una visita. Quindi il consiglio è: se venite qui e volete vedere come si lavora in un prosciuttificio e fare poi una degustazione, prenotate con largo anticipo.

Sul sito del Consorzio di San Daniele trovate la lista dei produttori disponibili per visite guidate 👇

Una passeggiata nella piccola cittadina di San Daniele comunque vale la pena farla. Purtroppo abbiamo trovato chiusa al pubblico la Biblioteca Guarneriana, una delle prime in Italia. ma almeno siamo riusciti ad entrare nella splendida chiesa di Sant’Antonio Abbate, considerata “La Cappella Sistina” del Friuli. Ed è così. Questa piccola chiesa sconsacrata, affrescata dal Pellegrino nel Cinquecento, vi lascerà senz’altro a bocca aperta.

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La Cappella Sistina del Friuli

Lago di Cornino e Pinzano al Tagliamento

Vicino a San Daniele ci sono alcuni siti che vale la pena visitare. Tra questi consiglio la Riserva Naturale del Lago di Cornino (comune di Forgaria del Friuli). La riserva, raggiungibile in auto (nb: il parcheggio non è agevole!), è famosa per le acque limpide e smeraldine di questo piccolo lago.

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Lago di Cornino

E’ situata tra le ripide pareti del Monte Prat e il greto del Tagliamento. La riserva ospita numerose specie di uccelli tra cui i grifoni, che vedrete numerosi se alzate gli occhi verso la montagna. Noi ci siamo fermati pochi minuti per ammirare il lago dalla strada, ma ci sono diversi sentieri che si possono percorrere. C’è un centro visite ben visibile dalla strada. Dopo la visita a San Daniele, ci siamo fermati anche a Pinzano al Tagliamento, il punto da cui si può ammirare una delle viste più spettacolari sul Tagliamento. Non ci sono punti panoramici “comodi” se non il ponte da percorrere a piedi, ma parcheggiare è un po’ difficoltoso.

Fiume Tagliamento

La Proloco locale consiglia anche di far visita alla Fortezza di Osoppo, a Fanagna, dove alberga l’Oasi dei Quadris (una riserva dedicata alla reintroduzione delle cicogne), al Lago e al Castello di Ragogna.  Noi però decidiamo di tornare verso casa.

Laghi di Fusine

Decidiamo di fare una gita in giornata ai laghi di Fusine con tappa a Tarvisio. Sul blog @babytrekking avevo trovato un interessante articolo dedicato a questo itinerario adatto anche ai bambini piccoli. I laghi di Fusine sono una delle attrazioni principali delle Alpi Giulie e, pur essendo a meno di 1000 m di altitudine, d’inverno questa zona è tra le più fredde d’Italia. Si entra nella riserva arrivando da Tarvisio, l’entrata costa 4 euro ma il parcheggio è gratuito. Consiglio di arrivare in fondo al percorso, passare il Lago Inferiore e arrivare fino al Lago Superiore perché c’è un grande parcheggio sterrato, molto più comodo del bordo strada (dove invece si è costretti a parcheggiare se si sceglie di visitare prima il Lago Inferiore).

Laghi di Fusine

I due laghi sono praticamente adiacenti e si possono raggiungere o dalla strada oppure scegliendo uno dei percorsi segnalati. Il più famoso è quello dei due laghi, che avremmo voluto fare noi. Non ci siamo riusciti perché per Nic era una di quelle giornate storte, a volte capita.. si è rifiutato di entrare nel marsupio e ha deciso di dormire nel passeggino per quasi 3h. Quindi noi abbiamo approfittato comunque per prendercela comoda.

Dopo aver costeggiato la strada col passeggino, siamo arrivati al Lago Inferiore partendo dal parcheggio. C’è un percorso accessibile in parte con il passeggino sulla riva del lago Inferiore. Ci siamo seduti sul prato quando era diventato impossibile proseguire con quattro ruote e abbiamo mangiato il nostro panino prosciutto e formaggio (Alto But, che si produce a Sutrio!). Ci siamo rilassati, perchè Nic era rilassato.

Con i bimbi bisogna aver sempre un piano B e imparare a non stressarsi se la giornata prende una piega completamente diversa da come la si era programmata.

Un passaggio a Tarvisio

A Tarvisio ci siamo passati di sfuggita per cercare un parco giochi per Niccolò. Abbiamo girato lungo il corso constatando subito di trovarci in una meta di turismo di livello medio alto. Le boutique e le persone che affollano la via principale del corso lo dimostrano.

Tarvisio

Sicuramente Tarvisio è la località turistica di montagna più famosa del Friuli, ma devo dire che nella piccola Sutrio e dintorni, se si cerca un po’ di pace e tranquillità, ci si può sentire molto di più a casa.

A Sella Nevea per un concerto tra le montagne

Questa tappa fa parte dei cosiddetti fuori programma, cioè quelle mete che decidi di inserire nel tour all’ultimo momento e che comportano generalmente delle deviazioni di itinerario. Quello però per cui ne vale la pena. Decidere di assistere ad un concerto in vacanza, specie del proprio artista preferito, non ha prezzo. E per di più se il concerto si svolge in una location mozzafiato, in mezzo alle montagne.

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Concerto Vasco Brondi a Sella Nevea (UD)

L’artista in questione si chiama Vasco Brondi, ed è il cantautore preferito di Gabriel. Non è riuscito a trovare i biglietti per la tappa di Bologna dello scorso 13 luglio, mentre è stato semplicissimo acquistare quelli per la tappa di Sella Nevea (UD), in un “parco naturale” a 1850 m di altitudine, a due passi dal confine con la Slovenia.  Siamo ai piedi del Rifugio Gilberti, per l’esattezza, tra il Monte Forato e il Monte Bila Pec sul gruppo montuoso del monte Canin, al confine tra Italia e Slovenia. Anche con Nic non ci abbiamo pensato due volte a decidere di venire qui. Abbiamo avuto anche la fortuna di incontrare Vasco al Rifugio, prima dell’inizio del concerto. Ha acconsentito a fare una foto, anche se Nic non era tanto dell’idea.

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Con Vasco Brondi

Cormòns

Tappa centrale del nostro tour e forse quella che rimarrà più a lungo nel nostro cuore. Per soggiornare abbiamo scelto una location d’eccezione: l’Azienda Agricola Picech, una piccola realtà a conduzione familiare famosa per i suoi vini pregiati. Oltre all’attività vinicola, da Picech potrete trovare anche tre camere (tra cui una suite con vista vigne meravigliosa) e un appartamento dotato di tutti i confort, che è stata la nostra casa per quattro stupendi giorni. Ricorderemo a lungo le buonissime colazioni preparate dalla sig.ra Alessia nella grande sala da pranzo.

Vista sulle vigne (Picech)
Colazione da Picech

La zona di Cormòns è molto centrale e da qui riusciamo facilmente a raggiungere altri luoghi di interesse come Udine e Cividale, senza farci mancare le visite in cantina. Siamo infatti nella zona del Collio, un’area geografica collinare divisa tra Italia e Slovenia che parla due lingue ormai dalla prima guerra mondiale quando la provincia di Gorizia è passata sotto al controllo italiano. La regione del Collio Goriziano è molto famosa anche per essere una DOC. a questo link trovate tutte le tipologie di vini che si producono in questa zona. Qui vi racconto la nostra visita con degustazione alla Rodaro Winery

Un itinerario interessante da percorrere in bicicletta, a piedi o a cavallo è il sentiero delle Alte Vigne che parte dal maneggio La Subida e arriva al Castello di Spessa. Noi l’abbiamo fatto a piedi solo per una parte, partendo alle 7 del mattino. E’ lungo circa 6Km andata e ritorno quindi considerate un paio d’ore se scegliete il percorso a piedi. E’ un sentiero di strada sterrata che attraversa aree boschive a vigne, da diverse prospettive. Molto suggestivo anche perché non abbiamo incontrato nessuno. Non è adatto al passeggino. Nic era nel marsupio.

Un giorno a Udine e Cividale del Friuli

Udine

In una giornata abbiamo visitato sia Udine che Cividale. Udine meriterebbe almeno una giornata intera per riuscire a visitare anche i Musei Civici, la Galleria del Tiepolo e l’Oratorio della Purità. Sono le tappe consigliate dalla Lonely Planet per ammirare le opere di Giambattista Tiepolo, che visse qui per un periodo a metà Settecento e dipinse alcune tra le sue opere più famose. Purtroppo siamo capitati di domenica e anche il Duomo era chiuso, per questo dovremo tornarci con calma per un tour culturale più approfondito.

Piazza della Libertà, Udine

In poche ora ci siamo concentrati più sulle piazze e sulle strade cittadine. Piazza della Libertà, con la scenografica Loggia del Lionello, incorniciano l’area del Castello. Vale la pena salire fino in cima per ammirare il Portico del Lippomano e l’Arco Bollani progettato dal Palladio nel Cinquecento, al suo ingresso. Entrate anche nel Palazzo della Contadinanza, di fronte al Castello. Location per cerimonie del XVI secolo molto suggestiva.

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Loggia del Lionello

A pranzo ci siamo fermati “Alla Ghiacciaia”, uno dei pochi ristoranti aperti di domenica. Si trova sulla roggia di Via Zanon e i suoi salici piangenti sulla terrazzina che si affaccia sul fiume (roggia, appunto), rendono questa location molto suggestiva. Abbiamo ordinato insalata di trota e piatto estivo per me, a base di prosciutto e ricotta, con un calice di Friulano di Rodaro, cantina che avremmo poi visitato l’indomani. Per la prima volta assaggiamo anche, la gubana. Dolce tipico di Udine è una pasta cotta al forno ripiena di noci, pinoli, vaniglia e grappa. Il sapore ricorda alcuni dei nostri pan brioche un po’ speziati. Tra tutte le zone di Udine, Piazza Matteotti o San Giacomo è sicuramente quella più viva. Sotto i suoi portici che segnano il perimetro dell’intera piazza ci sono tanti locali e sembra che tutti gli udinesi e i turisti siano concentrati lì.

Piazza Matteotti, Udine

Cividale

Cividale, a pochi Km da Udine, è invece molto diversa. E’una città più antica di Udine (fondata nel II secolo a.C.), riconosciuta nel 2011 Patrimonio dell’Unesco per i tanti tesori sparsi come il Tempietto Longobardo, l’Altare di Ratchis e il fonte battesimale di Callisto. Non avevamo prenotato visite (e in questo periodo di Covid è bene farlo se volete essere certi di accedere ai vostri luoghi di interesse) e quindi ci siamo limitati a passeggiare per le vie del centro cittadino. Dalla Piazza Paolo Diacono, con la sua fontana e i suoi locali gremiti di gente, fino al Ponte del Diavolo, il simbolo della città, fino alla vigna del Monastero di Santa Maria in Valle. Cividale ha un carattere molto diverso da Udine. Più turistica, più frizzante, più viva. E’ sicuramente una città da vivere, anche di sera. Quando torneremo in queste zone le dedicheremo sicuramente più tempo.

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Ponte del Diavolo. Cividale

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Aquileia e Grado in bicicletta

Grazie ai consigli di un’amica decidiamo di percorrere l’ultimo breve tratto della Ciclovia dell’Alpe Adria che collega Aquileia a Grado. Volevamo fare un giro in bicicletta e questa è stata l’occasione giusta. Tra l’altro le due città sono assolutamente un MUST per ragioni diverse.

Aquileia è praticamente un sito archeologico a cielo aperto. Per gli amanti della storia romana e paleocristiana, è una tappa irrinunciabile. Oltre ai resti del Foro Romano, del Sepolcreto e del Vecchio Decumano, vale la pena entrare nella Basilica di Aquileia.

La Basilica ospita il mosaico pavimentale più vasto e antico del mondo occidentale.

Con i suoi 750 mq e circa 1700 anni di storia, è un monumento nel monumento. La Basilica è diventata poi uno dei monumenti più importanti del Medioevo e ha subito numerosi rimaneggiamenti durante diverse epoche storiche. Si apprezzano quindi elementi romanici, gotici e rinascimentali. Anche la Cripta degli Affreschi, del XII secolo, a cui si accede dall’interno della Basilica, è un piccolo tesoro su cui vale la pena posare gli occhi. Ci sono diversi tour guidati che offrono visioni diverse di Aquileia (anche via mare da Grado). Noi abbiamo camminato con il passeggino e un Nic dormiente, dando priorità alla gita in bicicletta.

Malgrado il caldo afoso, abbiamo preso la bici al noleggio di Via Gramsci (meglio prenotare nel caso decidiate di andare). In due minuti siamo arrivati sul rettilineo della ciclovia che in 10 Km giunge a Grado, attraversando il ponte sulla laguna. Isola del Sole, così viene chiamata, nota anche come la Portofino dell’Alto Adriatico.

Ci stupisce favorevolmente. Al di là delle spiagge un po’ troppo affollate per i nostri gusti (e un mare non proprio cristallino.. del resto siamo in laguna), Grado ha un centro colorato e curatissimo, un bel porticciolo e una ciclabile che costeggia la laguna.

Una località turistica che esprime un grande potenziale anche d’inverno, sicuramente. E’ una piccola bomboniera, e forse anche per questo motivo viene scelta come meta per le vacanze dai turisti austriaci, che abbondano anche in quest’anno segnato dalla pandemia di Covid. Siamo stati poco a Grado, ma penso valga la pena tornare e stare qualche giorno, anche solo per vivere l’atmosfera piacevole che sprigionano le sue strade e i suoi fiori.

Trieste

A Trieste, ultima tappa del nostro tour del Friuli, abbiamo trascorso tre giorni indimenticabili.

trieste

E’ una città unica, di cui mi sono innamorata a prima vista. Un po’ Parigi, un po’ Roma, un po’ Venezia, un po’ Riga, un po’ Copenhagen. Trieste ha moltissime anime per via della sua storia che l’ha vista vittima du molte dominazioni diverse. Città mitteleuropea in ogni angolo, vi consiglio di starci almeno due o tre giorni. Ho dedicato un articolo molto approfondito per raccontare tutto quello che abbiamo fatto. Lo trovate qui

Visitare Trieste e dintorni in tre giorni: itinerario completo

Mi auguro di avervi dato spunti interessanti per programmare il vostro itinerario. Lasciate un commento se volete arricchire il post con qualche suggerimento per un viaggio in Friuli.

Se cercate ispirazioni per i prossimi viaggi lunghi in giro per l’Italia, qui racconto il viaggio tra Umbria e Abruzzo (sempre in 10 giorni).

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