Abbiamo scelto l’Umbria come meta per il nostro ultimo viaggio in tre. Pur essendo io all’ottavo mese di gravidanza, volevamo regalarci un week end pasquale insieme a Nic, tra natura e alcuni dei borghi più belli d’Italia. In Umbria ci eravamo già stati due anni prima, in un bellissimo tour agostano che ho raccontato qui, ma ci dovremmo tornare mille altre volte per vedere tutto quello che la Regione Cuore Verde d’Italia ha da regalare.

10 giorni e 1600 Km tra Umbria e Abruzzo

Giorno UNO: Umbertide

Partiamo da Bologna all’alba di Venerdì Santo per cercare di evitare il traffico pasquale. L’andata in auto scorre fluida e in meno di tre ore arriviamo ad Umbertide, città situata nell’Alta Valle del Tevere.

Un paesino di poco più di 16.000 abitanti molto ordinato, pulito e dal fascino nascosto. Qui, oltre alla Rocca e alla chiesa ottagonale che segnano l’ingresso alla città, Umbertide offre un piccolo centro storico, visitabile in breve tempo e molto tranquillo.

Rocca e chiesa ottagonale di Umbertide
Rocca e chiesa ottagonale di Umbertide

Il panorama circostante ricco di verde e colline dolci, è la parte che preferiamo di Umbertide, che sembra incastonata nella natura. In particolare, la passeggiata sul fiume Tevere, lungo la pista ciclabile, consente di ammirare il paese da un punto privilegiato e arrivare fino alla Rocca. Ce la siamo proprio goduta!

Umbertide dal Fiume Tevere
Umbertide dal Tevere

A Umbertide la vita sembra scorrere lentamente, anche i turisti sono pochi, complice forse l’orario mattiniero. Dopo la colazione nell’elegante Bar Centrale, in Piazza Matteotti, ci dirigiamo verso la Rocca, oggi sede del Centro per l’Arte Contemporanea. Ci entro velocemente, il biglietto costa 5 euro ma i capricci di Nic, troppo stanco per via della sveglia all’alba, ci fanno desistere. Già sperimentata la visita di un museo con lui piangente, meglio evitare. Sicuramente vale la pena salire al secondo piano della Rocca, accedere alla terrazza e visitare le prigioni sotterranee. Sarà per la prossima volta.

Io e Nic con sfondo Rocca di Umbertide
Io e Nic con sfondo Rocca di Umbertide

La chiesa ottagonale (Santa Maria della Reggia), alta 40 metri e con diametro 22 metri, è sicuramente singolare e vale la pena affacciarvisi. A Umbertide ci sono diverse chiese, nella nostra passeggiata abbiamo avuto modo di visitare Santa Maria della Pietà, del 1486 ma recentemente ristrutturata. Sulla porta di entrata c’è un bellissimo affresco del Pinturicchio, uno degli artisti locali del quattrocento più famosi in Italia.

Giorno UNO: Spello

Spello è il borgo che ci ha preso il cuore nel primo viaggio in Umbria, non potevamo non tornarci. Dedichiamo alla città fiorita quasi tutto il pomeriggio, letteralmente immergendoci nel fascino di uno dei borghi più belli d’Italia, dove i lasciti delle diverse epoche di dominazione si integrano perfettamente.

Vicolo di Spello
Vicolo di Spello

Fondata dagli Umbri, venne poi dichiarata Colonia Giulia in epoca romanica e divenne una delle città più importanti della regione. Successivamente diventò longobarda e franca per poi essere annessa al Papato. Il borgo si sviluppa tutto in salita e quasi tutte le case sono in pietra, addobbate con piante e fiori. Si chiama Città Fiorita proprio perché in occasione del Corpus Domini, diventa meta della famosa Infiorata di Spello, una manifestazione artistica che vede strade e palazzi addobbarsi di opere artistiche costruite con petali di fiori che vengono raccolti sulle colline circostanti.

La famosa torre medievale con gli ulivi sulla terrazza dà il benvenuto ai turisti accanto alla Porta Consolare, punto di ingresso della città romana e oggi del borgo antico.

torre medievale di spello
Torre medievale di Spello

Spello ti colpisce subito e facciamo pochi passi in salita mettendoci quasi subito alla ricerca di un posto dove pranzare. Nic ha chiesto maccheroni e dobbiamo cogliere l’attimo, visto il suo scarso interesse per il cibo.

Dove mangiare a Spello

Ci imbattiamo quasi per caso nel Ristorante Esotre, che scegliamo perché leggiamo “penne” nel menù stampato sul cavalletto esterno. Il locale è vuoto e il proprietario sorrentino ci serve con cortesia. Proviamo gli gnocchetti al Sagrantino (ottimi), la parmigiana di melanzane e le verdure grigliate. Per finire un dolce tipico napoletano, la pastiera.

Gabri prende un calice di Rosso di Montefalco DOC, io sto cercando di evitare il vino, anche se durante questa gravidanza sono stata molto meno rigida che con la prima. Nic ovviamente fa un sacco di storie per mangiare i suoi maccheroni in bianco, ma alla fine cede.

Ma torniamo a Spello. Una delle principali attrazioni del borgo, oltre ovviamente alla sua affascinante architettura, è la Chiesa di Santa Maria Maggiore, che purtroppo troviamo chiusa. Ma nel suo giardino adiacente è allestita una tappa della famosa “Via Crucis d’Autore” con una esposizione di quadri che prima della Pasqua di ogni anni, celebra il Venerdì Santo.

Anche la Pinacoteca a fianco alla basilica è visitabile, ma noi abbiamo preferito goderci il fascino del borgo e passare un po’ di tempo nella parte più alta, nei pressi del Convento dei Cappuccini. Da qui si può godere di uno splendido panorama delle valli circostanti.

Panorama dal Convento dei Cappuccini, Spello

Spello profuma di fiori ma anche di arte. Ci sono tante gallerie, negozi di artigianato, soprattutto di ceramiche e decorazioni, dispensari di prodotti tipici locali. Compriamo del vino da portare a casa: Sagrantino di Montefalco, Sagrantino rosato e un rosso di Assisi.

È una giornata molto calda.. sembra luglio più che aprile. Le pietre scaldano ancora di più l’aria in questo venerdì primaverile. Ci sono diverse soluzioni per soggiornare nel borgo e ci siamo ripromessi di tornare in inverno per trascorrere qui almeno una notte. Ho già trovato il posto da prenotare – si chiama La Residenza dei Cappuccini e sembra fantastico!

Spello è in assoluto una delle città del nostro cuore.

Giorno DUE: Spoleto

Decidiamo di fare 50 Km dal nostro agriturismo in provincia di Perugia per visitare Spoleto, che in occasione dell’ultima nostra visita in Umbria, non avevamo inserito nell’itinerario. La giornata è calda, ci vestiamo leggeri e partiamo verso Sud. Il panorama lungo la SS3 che collega Perugia a Spoleto è eccezionale. Colline, vigne, tanto verde e poi i borghi.. sembra di essere in Irlanda.. con i borghi al posto degli animali a dominare le colline.

Spoleto – panorama

Arriviamo a Spoleto verso le 11 e capiamo subito che ci troviamo davanti a una vera città, con tanta gente e subito il problema di trovare parcheggio. Siamo fortunati però perché lo troviamo fuori dall’ingresso del centro in corso Garibaldi, da cui iniziamo a piedi la salita verso la Rocca Albornoziana, il simbolo di Spoleto. Ma non arriveremo alla Rocca…io arranco un po’, del resto la pancia alla 32esima settimana di gravidanza si fa sentire tutta e decidiamo di fermarci in Piazza Duomo, che comunque richiede una discreta salita. By the way: scopriamo solo alla fine che ci sarebbe una scala mobile che con tre fermate porta dalla Ponzianina alla Rocca. Gratuita tra l’altro. Diciamo che quello che abbiamo visto ce lo siamo guadagnati!

Ma andiamo alla storia: a Spoleto come a Spello, ci troviamo davanti a una città che ha visto avvicendarsi diverse dominazioni e di cui ha mantenuto, per ciascuna, dei piccoli tesori. Esiste una Spoleto romana, una longobarda, una medievale e una contemporanea, quella del famoso Festival dei Due Mondi, la manifestazione internazionale di musica, arte e spettacolo, che dal 1958 porta in città tanti turisti in estate.

Nic in Piazza Duomo

Il Duomo di Spoleto (Cattedrale di Santa Maria Assunta) è una meraviglia. La piazza di fronte, dominata dalla Rocca che la sovrasta sulla collina, è gremita. Ma la folla non è fastidiosa come ad Assisi. Si può entrare in Duomo senza coda e senza pagare, per ammirare tutte le meraviglie di questo monumento datato 1151. La splendida facciata con il portico a colonne di epoca rinascimentale e i rosoni del Duecento, fanno da cornice ai tesori che si trovano all’interno. I miei preferiti sono la cappella affrescata dal Pinturicchio, accanto all’entrata e l’abside dipinto con storie della vita della Vergine di Filippo Lippi.

Lasciando Spoleto in direzione Perugia si piò ammirare un bellissimo panorama della Rocca Albornoziana del Ponte delle Torri, del XIV secolo, l’altro simbolo della città. Con le sue 10 arcate e 230 metri di lunghezza è molto simile a un acquedotto romano. Dopo il terremoto del 2016 il Ponte non è stato più aperto al traffico.

Giorno DUE: Montefalco

Che carino è questo borgo, noto anche come Città del Vino e dell’Olio e Ringhiera dell’Umbria! Non a caso fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia e dei cinque che formano la Strada del Sagrantino. Montefalco significa infatti anche Sagrantino, dalle cui uve si produce uno dei due DOCG della zona (l’altro è il Torgiano Rosso Riserva).

Le vigne del Sagrantino
Le vigne del Sagrantino

Ero già stata qui sei anni fa insieme ai miei genitori per pranzare alla famosa Trattoria alla Via di Mezzo, quella di Giorgione, il famoso chef “alternativo” del programma di Sky “Giorgione, Orto e Cucina”. Parcheggiamo casualmente nel parcheggio gratuito fuori da Via Santa Chiara di Montefalco, ed entriamo nel borgo. Siamo al ristorante di Giorgione in due minuti a piedi e si capisce che ci troviamo in un luogo simbolo della città dalla quantità di persone che sostano fuori dal locale. Dopo trenta secondi esce Giorgione con la sua inconfondibile salopette jeans, per fare le foto con tutti i suoi ospiti sulla panchina esterna al locale. Non risparmia sorrisi e battute. Un mito!

Giorgione alla Via di Mezzo

Arriviamo fino alla centrale Piazza del Comune, piena di locali e di vita. C’è molto vento, Nic dorme nel passeggino, ma data la temperatura mite ci prendiamo un gelato in un bar della piazza e ci riposiamo un po’.

Montefalco – Piazza Duomo

Per gli amanti dell’arte umbra a Montefalco c’è da visitare il Complesso Museale di San Francesco, che comprende la Chiesa e la Pinacoteca in cui si possono ammirare opere del Perugino e di Benozzo Gozzoli. Ma anche questa volta lasceremo la visita per la prossima volta, quando i bambini saranno più grandi e girare per musei in quattro sarà un piacere invece che una “pena”.

Visitiamo anche la Conad di paese per acquistare la cena, che consumeremo nel nostro piccolo appartamento a Passaggio.

Giorno TRE: Torgiano

Nel giorno di Pasqua la temperatura scende di dieci gradi e il vento fastidiosissimo rende quasi impossibile passeggiare. Dopo aver fatto colazione nel nostro appartamento, ci vestiamo e ci dirigiamo verso il vicino borgo di Torgiano, che vanta le vigne più antiche della regione. Si dice che fossero produttive già ai tempi degli etruschi. Negli anni ’60 la famiglia Lungarotti raccolse l’eredità enologica della zona, fondando il Museo del Vino (MUVIT) e dando vita al turismo enologico. A Torgiano si produce anche Olio e il Museo dell’Olio (MOO) fu stato fondato sempre dalla stessa famiglia.

torgiano
Torgiano

Torgiano fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia, ma a dire il vero non ci troviamo davvero nulla di eccezionale. Nella parte vecchia ci sono tre strade, una piccola piazza e una chiesa, una torre.. e questi piccoli musei. Niente di più, è Pasqua e il paese è praticamente deserto.

Forse l’attrazione più significativa della zona è il borgo di Brufa, che si trova a 5 Km da Torgiano.

Parco delle sculture di Brufa

Brufa è un museo all’area aperta sia nel centro cittadino che sul colle fuori dal paese, dove non possono non notarsi imponenti installazioni artistiche che ogni anno vengono arricchite di un nuovo elemento durante la rassegna di arte contemporanea “Scultori a Brufa”.

Giorno TRE: Deruta

Deruta invece vale assolutamente una visita. È il paese delle ceramiche artigianali e sia fuori dal borgo che dentro, il suo spirito artistico è molto evidente. La ceramica è ovunque, adorna case, chiese, negozi e anche le panchine nei punti panoramici della città.

È un piacere trascorrere un paio d’ore in paese, entrare nei negozi di ceramiche (tutti aperti anche nei giorni festivi) e fare shopping di piatti o suppellettili per la cucina. Noi ci portiamo a casa una lampada in ceramica e una pallina di Natale. Un ricordo di questo posto così carino che siamo contenti di aver visto.

Deruta centro

Torniamo al nostro agriturismo per il pranzo di Pasqua. Mangiamo molto bene alcune delle specialità locali rivisitate tra cui la torta pasqualina al formaggio accompagnata affettati e formaggi, i tortelli con ripieno di burrata, l’agnello preparato in diversi modi (fritto, brasato, cotto a bassa temperatura) e per dolce la Ciaramicola Umbra, tradizionale torta pasquale annaffiata con l’Alchermes e dai colori dello stemma perugino.

Dove dormire

Per visitare questi borghi a sud di Perugia abbiamo scelto il Poggio degli Olivi, a Passaggio (PG). Ci siamo trovati benissimo. Abbiamo scelto di affittare un appartamento, che non si trova nel relais principale ma a 500 metri. L’agriturismo ha camere e anche un ristorante molto raffinato che abbiamo provato per il pranzo di Pasqua. Per l’estate c’è anche una bella piscina panoramica.

poggio degli olivi
Poggio degli Olivi – il nostro appartamento

La posizione è strategica, siamo su una collina e da qui si gode una bellissima vista sulla vicina Assisi. A pochi chilometri si può arrivare facilmente a Perugia, Foligno, Spello e i borghi che abbiamo visitato noi.

E se cercate una cantina?

Questa zona dell’Umbria è ricchissima di Cantine. La Strada del Sagrantino ha un sito ufficiale da cui si possono prenotare agriturismi e visite nella cantine della zona. Noi abbiamo preferito evitare perché non ce la saremmo goduta. Sicuramente Gabriel avrebbe voluto visitare la Tenuta Arnaldo Caprai di Montefalco.. ci siamo passati in auto e la vastità delle sue vigne storiche è davvero qualcosa di notevole.

Due anni fa, siamo stati in una bellissima cantina nei pressi del Lago Trasimeno, la Cantina Berioli

Come trovare una cantina per una degustazione in Umbria

Da vedere alla prossima tappa in queste zone

Cosa ci siamo persi questa volta, ma che terremo per la prossima visita?

📍 Il borgo di Bevagna, quello di Todi e Trevi. Tutti in provincia di Perugia e annoverati tra i MUST dei luoghi che vale la pena visitare.

📍 Rasiglia, un altro borgo non lontano da Foligno, a 600 metri sul livello del mare. Un luogo magico, dove la sorgente di Capovena riempie con le sue acque le vie del centro cittadino, conferendo a questa città il titolo di piccola Venezia dell’Umbria.

📍 Perugia, per cui serve almeno un giorno se non due, per visitarla bene

📍 Un bel tour di cantine, per scoprire i vini locali. Arnaldo Caprai, Lamborghini winery, Lungarotti sono solo alcune.

Vuoi condividere l'articolo?

Ti potrebbe piacere: