Una breve vacanza, questa in Puglia, che ricorderemo molto a lungo. Primavera 2023, ponte del 25 Aprile: quattro giorni pieni per visitare una delle regioni più belle d’Italia. Il nostro viaggio inizia con il volo Bologna-Brindisi delle 10:45 del venerdì mattina, con quattro bagagli a mano, due bambini (di quattro anni e di 10 mesi), due passeggini e un ovetto, che la compagnia ci permette di imbarcare gratis, grazie al cielo! Prendere un volo con due bambini piccoli non è cosa banale, avevamo già fatto il crush test in quattro a Vienna. A differenza della prima, questa volta non abbiamo dimenticato nessun bagaglio in aeroporto! Stiamo facendo dei progressi.

Arrivati a Brindisi, appena scesi dall’aereo ci rendiamo conto del cambio di clima e di umore che ti regala la Puglia. Troviamo un bel sole, almeno 4-5 gradi in più rispetto a Bologna e un aeroporto nuovo dove tutti si dimostrano molto gentili. Dopo uno spuntino a base di puccia pugliese con prosciutto e mozzarella ritiriamo la nostra bella Ford Puma al noleggio Locauto e in poco tempo siamo già pronti per dirigerci verso la nostra casa nelle campagne di Cisternino, nel cuore della Valle d’Itria.

Perché la Valle d’Itria

Abbiamo scelto di concentrare il nostro breve tour in Valle d’Itria, il territorio a cavallo tra Bari, Brindisi e Taranto, perché nel raggio di pochi kilometri ci sono tante attrattive diverse. Specialmente a cominciare dal paesaggio: case in muratura bianche, si alternano ai trulli incastonati tra filari di ulivi e vitigni bassi.

Panorama tipico della Valle d’Itria

In più le strade sono delimitate dai famosi muretti a secco, tipici di questa zona e, dal 2019, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Muretti a secco della Valle d’Itria

In ultimo, qui hanno residenza alcuni dei borghi più belli d’Italia e lo Zoosafari di Fasano, un must per i bambini. Per chi atterra su Brindisi, poi, è tutto a portata di mano. Viaggiare in auto in queste zone è molto piacevole. Oltre ai borghi della Valle d’Itria ci siamo spostati anche verso la costa più a nord per visitare Monopoli e Polignano a Mare.

Nella mappa qui sotto trovate le tappe del nostro tour in Puglia di 4 giorni.

Il giro che abbiamo fatto non è proprio efficiente perchè abbiamo alternato mare e borghi in giorni diversi. Consigliamo comunque di dividere la visita in zone. Ad esempio Locorotondo, Fasano e Cisternino sono a poca distanza. Qui di seguito li trovate in ordine di vicinanza.

Zoosafari di Fasano

Che dire, se avete dei bimbi con voi, non potete mancare questa tappa. Lo Zoosafari è un’attrazione turistica con la T maiuscola, di quelle che i pugliesi visitano alle scuole elementari in gita scolastica e che attraggono il turismo di massa. In particolare, in questo parco di 140 ettari, vivono 3000 animali di oltre 200 specie diverse. Liberi di scorrazzare in mezzo alle macchine che si accodano per diversi kilometri lungo il percorso, troverete mufloni, daini, bufali, antilopi, leoni, tigri, orsi, elefanti, giraffe e chi più ne ha più ne metta.

zoo safari
Zoo Safari

A Niccolò è piaciuto molto, soprattutto all’inizio, ma le due ore di coda senza poter uscire dalla macchina dopo un po’ hanno spento il suo entusiasmo. E anche il nostro.

giraffe alle Zoo Safari di Fasano

Abbiamo saltato il percorso a piedi nell’area dei primati, il metrozoo per osservare scimpanzè, lemuri e ghepardi, il villaggio delle scimmie e la sala tropicale. Tutto questo sarebbe stato compreso nel biglietto da 32 euro per adulti (25 per i bambini sopra i 4 anni). Volendo, per chi vuole fare una full immersion di divertimento, c’è anche il parco limitrofo di Fasanolandia. Il biglietto si paga a parte.

Locorotondo

Locorotondo fa parte del club dei Borghi più belli d’Italia ed è sicuramente quello che abbiamo amato di più in questa vacanza. Abbarbicato su un colle, dista circa 20 Km dal mare, anche se non si direbbe: la passeggiata che circumnaviga le sue mura è stata soprannominata dai locali ‘lungomare’. Il motivo ve lo spiegherà anche il vecchietto che, se avrete fortuna, troverete alla pro-loco di Piazza Vittorio Emanuele: alle cinque del mattino, nei mesi autunnali, la nebbia che sale dalla pianura assomiglia a un mare schiumoso.

Panorama sulla Valle d’Itria dal Belvedere

Le cartoline e i calendari in vendita al piccolo ufficio turistico sono una testimonianza perfetta. La passeggiata a Locorotondo parte dal Belvedere, alla fine di Via Nardelli: scontato dire che il panorama della Valle d’Itria visto da qui ha davvero il suo perché.

In più le strette vie del borgo, percorribile in poco tempo, offrono scorci molto suggestivi per le foto. Ad iniziare dalle cummerse, le tipiche case in muratura bianche con tetti spioventi che evocano le costruzioni del Nord Europa, tipiche di questo borgo. I balconi fioriti, poi, per cui i borghi di questa zona sono famosi, sono soggetti perfetti per foto e selfie.

Tra le varie chiese che incontrerete nel percorso, soffermatevi sicuramente a visitare quella di San Nicola da Myra e la Madonna della Greca. La prima è famosa per essere sia trullo che cummersa.

La Madonna della Greca invece è la chiesa più antica, realizzata nell’VIII secolo e la cui caratteristica è un rosone modernissimo datato già al XX secolo.

Madonna della Greca, Locorotondo

Scegliete uno dei ristoranti tipici del borgo per il vostro pranzo e per lo shopping alternativo, le signore non possono perdere gli oggetti fatti all’uncinetto al “Il tempo ritrovato“, una piccola bottega dove la signora Nunzia mostra con orgoglio le sue creazioni che profumano di altri tempi.

Il tempo ritrovato

Dove mangiare a Locorotondo

Volevamo testare uno dei locali segnalati dalla Lonely Planet, ma trovandolo pieno, optiamo per U-Curdunn in via Verdi. Abbiamo testato le loro orecchiette al pomodoro e i fricelli con melanzane, pomodori scoppiati e stracciatella e per secondo le famose bombette, che altro non sono involtini di carne e proscitto. Una prelibatezza!

In questa vacanza non abbiamo fatto il consueto giro in cantina ma consigliamo un vino provato qui: si chiama “Il Fragno” di Cardone, rosso IGP prodotto da una cantina locale che sicuramente promette molto bene.

Alberobello

Sicuramente il borgo più famoso della zona, è il più turistico e affollato anche se la sua storia è piuttosto recente. Vale una visita, sicuramente, a iniziare dal Belvedere Santa Lucia, adiacente alla Piazza Giangirolamo, che offre una vista unica sui 1000 trulli sparsi sulla collina attraversata da Rione Monti.

Belvedere Santa Lucia, Alberobello

Nelle giornate soleggiate preparatevi a percepire un caldo che diventa già soffocante in primavera: vi troverete a passeggiare in maniche corte tra i viottoli di trulli bianchi e le orde di turisti che girovagano tra i negozi di souvenir e i bar.

Rione Monti, Alberobello

Anche l’odore dei pasticiotti con la crema caldi e appena sfornati vi resterà nella mente per un bel po’.

Purtroppo, un po’ come in tutti i paesi che abbiamo visitato, il passeggino non sarà un vostro grande alleato. Ad Alberobello le strade sono sceniche ma irte. Vi farà sicuramente effetto camminare tra case basse a forma di trullo.

Con Vittoria tra i trulli

Pensare che un tempo queste erano le abitazioni dei poveri, che nacquero nel XV secolo per aggirare una tassa sulla casa imposta dal Regno di Napoli. Questi edifici costruiti a secco, e quindi smontabili in caso di controlli da parte delle guardie del re, continuarono ad essere costruiti fino al 1797, quando Alberobello fu liberata dalla servitù feudale. La Casa d’Amore, che potrete vedere in Piazza Ferdinando IV, è la prima costruzione realizzata con calce e malta, dopo che il Re Ferdinando IV concesse la libertà di usare questi materiali.

Casa d’Amore, Alberobello

Alberobello con i bambini

Soprattutto se avete bambini piccoli, di fronte alla chiesa a forma di trullo (alias Chiesa di Sant’Antonio), troverete un parco giochi ben attrezzato. Non manca una vista mozzafiato sul Rione Monti e su Rione Aia piccola, il quartiere residenziale che, se avrete tempo, le guide consigliano di visitare.

Cisternino

Anche se è il borgo più vicino alla nostra residenza locale, è quello a cui abbiamo dedicato meno tempo da turisti. La Porta Piccola è il viatico per accedere a questo piccolo borgo con la sua piazza centrale (Vittorio Emanuele) e le sue Torri, Civica e dell’Orologio, simbolo della città.

Piazza centrale di Cisternino

Non abbiamo potuto sperimentare, per mancanza di tempo, la famose macellerie locali, che prendono il nome di fornelli, dove si può mangiare dopo aver scelto il taglio di carne da cuocere.

Via San Quirico, Cisternino

Aperitivo a Cisternino

Vi consigliamo due locali che abbiamo testato, entrambi con terrazza sul belvedere della Valle d’Itria. Il primo è Chirico, di Via San Quirico, un localino dall’atmosfera lounge con qualche tavolino esterno dove volendo potrete anche cenare. L’altro è la Cremeria History Vignola, che oltre a spritz e vin rosé serviti con panzerotti e focacce, offre un’interessante scelta di torte e pasticcini, che solo a vederli vi faranno venir voglia di chiudere la serata in dolcezza. Sul loro sito c’è addirittura il menù delle torte. Gnam gnam.

Dove dormire a Cisternino

Abbiamo scelto di dormire nella casa vacanze in Valle d’Itria, o meglio a casa di Anna, in mezzo alle campagne di Cisternino, in una zona molto tranquilla tra gli ulivi e i muretti a secco che caratterizzano questa zona della Puglia. L’appartamento, per noi che viaggiamo con bambini, è una scelta sempre vincente.

Ostuni

Ostuni è un borgo bianchissimo circondato da mura intatte e insediato su una collina che si affaccia sul mare. In sintesi una città fortezza dal fascino decadente.

Ostuni

Città bianca, la cui strade irte e poco adatte ai passeggini, partono dalla piazza della Libertà dove ha sede il Municipio.

Piazza della Libertà, Ostuni

Il Palazzo vescovile, che insieme all’adiacente Concattedrale e il famoso Arco Scoppa, offrono uno degli scenari più fotografati della città.

Arco Stoppa, Ostuni

Tra nuvole, pioggia e sole, con i bimbi in passeggino, ci siamo letteralmente fatti trascinare dall’ispirazione. Non abbiamo aperto la guida, ma abbiamo solo girovagato per le vie, ci siamo fotografati davanti ai portoni colorati delle case del borgo vecchio e abbiamo riso, felici di aver aggiunto anche questa tappa al nostro ricco itinerario.

Noi a Monopoli

Dintorni della Valle d’Itria: Monopoli e Polignano a Mare

Monopoli

Monopoli è stata una vera scoperta: avete presente la tappa che non inserite nell’itinerario e che scegliete all’ultimo momento, ma che poi stra-batte tutte le altre? Si chiama il fascino dell’imprevisto! Premesse a parte, vi innamorerete subito di Monopoli accedendo al borgo dal bellissimo Porto Vecchio, uno scorcio che costerà una miriade di scatti alla vostra macchina fotografica. Le barchette dei pescatori blu e rosse, ormeggiate in un porticciolo dall’acqua quasi cristallina, sono come incastonate tra palazzi di stile veneziano e il castello di Carlo V.

porto vecchio, monopoli
Porto vecchio, Monopoli

Si accede al borgo attraversando la Porta del XV secolo che in pochi passi conduce alla famosa Piazza Garibaldi, gremita di persone ai tavoli dei numerosi locali.

Piazza Garibaldi, Monopoli

Anche a Monopoli, come nei borghi della Valle d’Itria vi perderete tra i vicoli stretti, detti “vichi”, di case bianche basse che si alternano a balconi fioriti e alle tante chiese. La principale è la Cattedrale della Maria Santissima della Badia con la sua maestosa facciata in architettura Barocca.

Una peculiarità di Monopoli sono le calette che si trovano passeggiando sul Lungomare Santa Maria che dal Castello arriva a Cala Portavecchia. La giornata primaverile invogliava già i primi turisti a sperimentare i primi bagni.

Calette, Monopoli

Dove mangiare a Monopoli

Se non volete spendere molto ma assaggiare un ottimo polpo alla brace, fermatevi a La Baia, una paninoteca sul Corso Pintor Mameli, a pochi passi dal porto. Poca spesa, massima resa! Anche il panino al tonno, oltre a quello al polpo, è davvero notevole!

Polpo alla brace, Baia

Polignano a Mare

Polignano è il paese di Domenico Modugno, a cui è stato dedicato uno dei monumenti principali: una statua opera di Hermann Mejer in cui il cantautore, con le braccia spiegate al cielo e gli occhi chiusi, sembra quasi volare.

Statua di Modugno a Polignano a Mare

Polignano è un’altra piccola perla adagiata su questa terra, il cui fascino però è quasi rovinato dalle orde di turisti che invadono le strade e i suoi scorci a strapiombo sul mare. Noi ce la siamo goduta poco devo dire. Lo scorcio più scenografico si ammira dal Ponte di Lama Monachile che domina l’omonima spiaggia (già pienissima di bagnanti tra l’altro) e che offre un’ambientazione perfetta per i maniaci di Instagram.

Vista dal Ponte di Lama Monachile

Forse bisognerebbe tornare a Polignano in gennaio, con il clima meno favorevole. E magari non ci sarebbe nemmeno una fila chilometrica per prendere un panino di mare da Pescaria e un gelato al Super Mago del Gelo, in Piazza Garibaldi. Quest’ultimo è il locale anni 70 famoso per il “caffè speciale”.

Mago del Gelo

La prossima volta, file permettendo, saranno due mete obbligatorie. Scopro ora che Pescaria è anche a Bologna, ma forse è un locale meno blasonato dell’autoctono. Lo proveremo!

Altre cose che metteremo in lista al prossimo viaggio

Ci sarebbero voluti altri 2/3 giorni per completare un bel tour di questa parte della Puglia. Dovremo tornare almeno per:

📍 Visitare Martina Franca, che abbiamo lasciato indietro a favore di Ostuni

📍 Andare a visitare una cantina della zona

📍 Visitare le Grotte di Castellana e magari assistere a uno degli spettacoli notturni

📍Provare la carne in uno dei famosi fornelli di Cisternino o in una braceria locale

📍Bere il caffè speciale di Polignano

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